Perché, prima di cadere in un’imboscata nazista, Prévost riscrive una poesia di Baudelaire, Recueillement, 

in un nuovo metro?
 Perché Perec traduce lo stesso sonetto in una lingua priva della lettera ‘e’, come simbolo di un’amputazione causata dalla Shoah? Perché Céline e Beckett lo citano in due loro capolavori? Perché, malgrado disprezzi alcuni suoi versi,
 Valéry ne addita altri quali supremo esempio di poesia? Perché la medesima lirica compare in Michaux, Colette, Queneau, fino a balenare in Lolita di Nabokov? Perché, nel primo romanzo di Houellebecq,
 uno studente della banlieue parigina 
scorge nelle sue strofe “il principio di morte”? Attenendosi all’ordine cronologico, la monografia ripercorre la graduale penetrazione della lirica nella letteratura di lingua francese (sola eccezione, Lolita). Ai contributi fondanti di Valéry recensore (1924-1939), fa dunque seguito una poesia di Michaux (1930) e una pagina di Céline (1932). A poco più tardi risalgono il singolare esame di Recueillement proposto da Prévost in sede critica (1943), e il malinconico divertimento narrativo di Colette (1944). Si collocano invece negli anni Cinquanta le minime allusioni di Nabokov (1955) e la cruciale citazione di Beckett (1957), mentre la riscrittura di Queneau risulta contemporanea a quella lipogrammatica dell’amico Perec (1969). Infine, sul limitare del millennio, vediamo l’irruzione del sonetto nel più famoso romanzo di Houellebecq (1998).

Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire

MAGRELLI, Valerio
2010

Abstract

Perché, prima di cadere in un’imboscata nazista, Prévost riscrive una poesia di Baudelaire, Recueillement, 

in un nuovo metro?
 Perché Perec traduce lo stesso sonetto in una lingua priva della lettera ‘e’, come simbolo di un’amputazione causata dalla Shoah? Perché Céline e Beckett lo citano in due loro capolavori? Perché, malgrado disprezzi alcuni suoi versi,
 Valéry ne addita altri quali supremo esempio di poesia? Perché la medesima lirica compare in Michaux, Colette, Queneau, fino a balenare in Lolita di Nabokov? Perché, nel primo romanzo di Houellebecq,
 uno studente della banlieue parigina 
scorge nelle sue strofe “il principio di morte”? Attenendosi all’ordine cronologico, la monografia ripercorre la graduale penetrazione della lirica nella letteratura di lingua francese (sola eccezione, Lolita). Ai contributi fondanti di Valéry recensore (1924-1939), fa dunque seguito una poesia di Michaux (1930) e una pagina di Céline (1932). A poco più tardi risalgono il singolare esame di Recueillement proposto da Prévost in sede critica (1943), e il malinconico divertimento narrativo di Colette (1944). Si collocano invece negli anni Cinquanta le minime allusioni di Nabokov (1955) e la cruciale citazione di Beckett (1957), mentre la riscrittura di Queneau risulta contemporanea a quella lipogrammatica dell’amico Perec (1969). Infine, sul limitare del millennio, vediamo l’irruzione del sonetto nel più famoso romanzo di Houellebecq (1998).
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