L’opera — inserita nel Trattato di procedura penale diretto dal Prof. Giorgio Spangher — affronta il tema della procedura esecutiva del mandato di arresto europeo, la cui disciplina viene analizzata alla luce dei contributi dottrinali e degli orientamenti giurisprudenziali di maggiore rilievo. La parte introduttiva è dedicata al lungo iter che, in sede comunitaria, ha condotto all’approvazione della decisione quadro del 13 giugno 2002, nonché all’analisi dei principi e dei criteri direttivi enunciati in tale provvedimento, per poi soffermarsi sulle modalità con cui essi sono stati recepiti — all’esito di un iter parlamentare particolarmente travagliato — nella legge 22 aprile 2005, n. 69. Partendo da tali premesse, vengono approfonditi i profili dinamici dell’istituto e, segnatamente, le modalità di avvio del procedimento finalizzato alla consegna della persona ricercata all’autorità giudiziaria dello Stato richiedente. Viene evidenziata, in tale contesto, l’alternativa tra la segnalazione nel c.d. “sistema Schengen” e la trasmissione del mandato di arresto all’autorità giudiziaria competente per la sua concreta esecuzione. La disamina prosegue con l’analisi degli atti preliminari alla decisione sulla consegna, prestando particolare attenzione all’eventuale consenso manifestato dalla persona ricercata, che determina l’immediata definizione della procedura. Per quanto concerne il giudizio sulla consegna, viene dato ampio rilievo alla complessa valutazione demandata alla Corte di appello ai fini della verifica delle condizioni necessarie per dare corso all’esecuzione del mandato di arresto. In particolare, l’indagine è volta ad esaminare quei requisiti di natura sostanziale — come il rispetto del principio della doppia punibilità, la verifica dei limiti edittali, l’incolpevole ignoranza della norma incriminatrice, gli indizi di colpevolezza e le eventuali condizioni ostative all’accoglimento — che rappresentano il fulcro della disciplina del mandato di arresto e la sintesi delle contrapposte esigenze di tutela dei diritti individuali e di efficienza della cooperazione tra Stati membri dell’Unione. La trattazione si chiude con l’approfondimento dei profili della normativa dedicati alla disciplina dei mezzi di impugnazione e delle modalità esecutive della consegna.

Il mandato di arresto europeo: a) la procedura passiva

DELLA MONICA, Giuseppe
2009

Abstract

L’opera — inserita nel Trattato di procedura penale diretto dal Prof. Giorgio Spangher — affronta il tema della procedura esecutiva del mandato di arresto europeo, la cui disciplina viene analizzata alla luce dei contributi dottrinali e degli orientamenti giurisprudenziali di maggiore rilievo. La parte introduttiva è dedicata al lungo iter che, in sede comunitaria, ha condotto all’approvazione della decisione quadro del 13 giugno 2002, nonché all’analisi dei principi e dei criteri direttivi enunciati in tale provvedimento, per poi soffermarsi sulle modalità con cui essi sono stati recepiti — all’esito di un iter parlamentare particolarmente travagliato — nella legge 22 aprile 2005, n. 69. Partendo da tali premesse, vengono approfonditi i profili dinamici dell’istituto e, segnatamente, le modalità di avvio del procedimento finalizzato alla consegna della persona ricercata all’autorità giudiziaria dello Stato richiedente. Viene evidenziata, in tale contesto, l’alternativa tra la segnalazione nel c.d. “sistema Schengen” e la trasmissione del mandato di arresto all’autorità giudiziaria competente per la sua concreta esecuzione. La disamina prosegue con l’analisi degli atti preliminari alla decisione sulla consegna, prestando particolare attenzione all’eventuale consenso manifestato dalla persona ricercata, che determina l’immediata definizione della procedura. Per quanto concerne il giudizio sulla consegna, viene dato ampio rilievo alla complessa valutazione demandata alla Corte di appello ai fini della verifica delle condizioni necessarie per dare corso all’esecuzione del mandato di arresto. In particolare, l’indagine è volta ad esaminare quei requisiti di natura sostanziale — come il rispetto del principio della doppia punibilità, la verifica dei limiti edittali, l’incolpevole ignoranza della norma incriminatrice, gli indizi di colpevolezza e le eventuali condizioni ostative all’accoglimento — che rappresentano il fulcro della disciplina del mandato di arresto e la sintesi delle contrapposte esigenze di tutela dei diritti individuali e di efficienza della cooperazione tra Stati membri dell’Unione. La trattazione si chiude con l’approfondimento dei profili della normativa dedicati alla disciplina dei mezzi di impugnazione e delle modalità esecutive della consegna.
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