Le norme che regolano l’edilizia sovvenzionata hanno subito nel tempo una evoluzione che ha comportato profonde trasformazioni nella legislazione dell’edilizia pubblica che comprende l’edilizia popolare ed economica e l’edilizia residenziale pubblica. È possibile avere una testimonianza di queste trasformazioni nelle costruzioni di edilizia residenziale pubblica presenti nella città di Cassino, sia per quanto riguarda le tipologie e le dimensioni degli alloggi che per quanto riguarda gli enti preposti alla realizzazione degli stessi. L’articolo intende mettere in luce la possibilità di considerare l’edilizia popolare come una edilizia che risponde a parametri qualitativi assimilabili alla certificazione: cioè la conformità ad una norma o procedura. La progettazione di edifici di edilizia popolare infatti, può figurarsi come un flusso di attività che hanno come primo obiettivo quello di porsi come una risposta forte alle condizioni di qualità della vita dei lavoratori cui tali costruzioni sono destinate: cioè i ceti meno abbienti (titolati di redditi insufficienti o addirittura di nessun reddito) ma anche soggetti appartenenti a categorie giuridicamente definite (impiegati e salariati dello Stato e degli enti pubblici, ferrovieri, invalidi e mutilati di guerra). Il fatto di rispondere fin dalla primissime fasi di progettazione a standards abitativi prefissati da norme, le può fare intendere come costruzioni conformi a precedure, e in grado di soddisfare a parametri che tendono a dare un valore aggiunto, a raggiungere quella che per gli utenti finale del processo, cioè a coloro che sarebbero stati gli abitanti degli appartamenti, può essere identificata come una vera e propria qualità percepibile.

L’Edilizia popolare come edilizia certificata in nuce

CIGOLA, Michela;PELLICCIO, Assunta;
2008

Abstract

Le norme che regolano l’edilizia sovvenzionata hanno subito nel tempo una evoluzione che ha comportato profonde trasformazioni nella legislazione dell’edilizia pubblica che comprende l’edilizia popolare ed economica e l’edilizia residenziale pubblica. È possibile avere una testimonianza di queste trasformazioni nelle costruzioni di edilizia residenziale pubblica presenti nella città di Cassino, sia per quanto riguarda le tipologie e le dimensioni degli alloggi che per quanto riguarda gli enti preposti alla realizzazione degli stessi. L’articolo intende mettere in luce la possibilità di considerare l’edilizia popolare come una edilizia che risponde a parametri qualitativi assimilabili alla certificazione: cioè la conformità ad una norma o procedura. La progettazione di edifici di edilizia popolare infatti, può figurarsi come un flusso di attività che hanno come primo obiettivo quello di porsi come una risposta forte alle condizioni di qualità della vita dei lavoratori cui tali costruzioni sono destinate: cioè i ceti meno abbienti (titolati di redditi insufficienti o addirittura di nessun reddito) ma anche soggetti appartenenti a categorie giuridicamente definite (impiegati e salariati dello Stato e degli enti pubblici, ferrovieri, invalidi e mutilati di guerra). Il fatto di rispondere fin dalla primissime fasi di progettazione a standards abitativi prefissati da norme, le può fare intendere come costruzioni conformi a precedure, e in grado di soddisfare a parametri che tendono a dare un valore aggiunto, a raggiungere quella che per gli utenti finale del processo, cioè a coloro che sarebbero stati gli abitanti degli appartamenti, può essere identificata come una vera e propria qualità percepibile.
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