L’Intelligenza Artificiale offre indubbiamente strumenti preziosi perpotenziare la didattica del mondo antico, ad es. permettendo un apprendimento individualizzato. Eppure, va a colpire proprio l’elemento più prezioso della didattica dell’antico sul piano formativo generale, cioè la traduzione dalle lingue classiche. Le traduzioni prodotte dall’IA (ChatGPT), infatti, appaiono simili a quelle di studenti capaci ma non eccellenti, al punto da rendere indistinguibile, nell’ambito domestico che sfugge al controllo del docente, il lavoro autonomo da quello svolto con l’ausilio dell’IA. Anche la possibilità di fruire di traduzioni interlineari e/o letterali o analisi grammaticali (proposte autonomamente da ChatGPT) è utile come aiuto occasionale, ma se diviene costante svuota la traduzione del suo valore formativo, basato sull’errore e sullo sforzo esegetico, vera palestra di metodo scientifico. Pertanto, è ragionevole prevedere un generale abbassamento delle capacità traduttive, di fronte al quale, verosimilmente, l’attuale contesto sociale reagirà semplicemente abbassando gli standard richiesti, piuttosto che mantenendoli fermi (solo ciò renderebbe poco appetibile l’utilizzo massivo dell’IA). Per questo si può dire che, di fronte agli effetti dell’IA nella didattica dell’antico, occorre essere ‘Apocalittici’, per la prevedibile crisi della pratica scolastica della traduzione, e ‘Integrati’, nell’accogliere l’opportunità di rinnovare la didattica con strumenti sicuramente preziosi.

[51] Intelligenze Artificiali, didattica dell’antico e traduzione dalle lingue classiche. Perché essere sia Apocalittici che Integrati

Gianfranco Mosconi
2025-01-01

Abstract

L’Intelligenza Artificiale offre indubbiamente strumenti preziosi perpotenziare la didattica del mondo antico, ad es. permettendo un apprendimento individualizzato. Eppure, va a colpire proprio l’elemento più prezioso della didattica dell’antico sul piano formativo generale, cioè la traduzione dalle lingue classiche. Le traduzioni prodotte dall’IA (ChatGPT), infatti, appaiono simili a quelle di studenti capaci ma non eccellenti, al punto da rendere indistinguibile, nell’ambito domestico che sfugge al controllo del docente, il lavoro autonomo da quello svolto con l’ausilio dell’IA. Anche la possibilità di fruire di traduzioni interlineari e/o letterali o analisi grammaticali (proposte autonomamente da ChatGPT) è utile come aiuto occasionale, ma se diviene costante svuota la traduzione del suo valore formativo, basato sull’errore e sullo sforzo esegetico, vera palestra di metodo scientifico. Pertanto, è ragionevole prevedere un generale abbassamento delle capacità traduttive, di fronte al quale, verosimilmente, l’attuale contesto sociale reagirà semplicemente abbassando gli standard richiesti, piuttosto che mantenendoli fermi (solo ciò renderebbe poco appetibile l’utilizzo massivo dell’IA). Per questo si può dire che, di fronte agli effetti dell’IA nella didattica dell’antico, occorre essere ‘Apocalittici’, per la prevedibile crisi della pratica scolastica della traduzione, e ‘Integrati’, nell’accogliere l’opportunità di rinnovare la didattica con strumenti sicuramente preziosi.
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