Il lavoro vuole sostenere l’opportunità di accompagnare l’attuale processo di riforma della Politica Agricola Comunitaria con misure volte a favorire la concorrenza nel sistema agroalimentare. Lo studio affronta il tema della potenziale interazione fra politiche agricole e potere di mercato descrivendo gli effetti della rimozione di un regime di prezzi minimi garantiti in un mercato imperfettamente concorrenziale. L’analisi proposta dimostra che l’esercizio del potere di mercato nella filiera agroalimentare può ridurre i benefici della rimozione delle politiche accoppiate. L’entità della distorsione indotta dal potere di mercato può raggiungere livelli tali che, in teoria, un regime ottimale di prezzi minimi può essere più efficiente di un mercato imperfettamente concorrenziale privo di sussidi accoppiati. Tuttavia, la politica accoppiata può essere al più una soluzione di second best rispetto ad un mercato perfettamente concorrenziale. Il mantenimento del regime dei prezzi minimi è una soluzione meno efficiente di una riforma delle politiche basata sul disaccoppiamento e sulla simultanea riduzione del potere di mercato. Da questo punto di vista è possibile concludere che le politiche per la concorrenza costituiscono il naturale complemento dell’attuale processo di riforma della PAC.

Politiche agricole e concorrenza imperfetta: perché la PAC ha bisogno di una politica per la concorrenza

RUSSO, Carlo
2007

Abstract

Il lavoro vuole sostenere l’opportunità di accompagnare l’attuale processo di riforma della Politica Agricola Comunitaria con misure volte a favorire la concorrenza nel sistema agroalimentare. Lo studio affronta il tema della potenziale interazione fra politiche agricole e potere di mercato descrivendo gli effetti della rimozione di un regime di prezzi minimi garantiti in un mercato imperfettamente concorrenziale. L’analisi proposta dimostra che l’esercizio del potere di mercato nella filiera agroalimentare può ridurre i benefici della rimozione delle politiche accoppiate. L’entità della distorsione indotta dal potere di mercato può raggiungere livelli tali che, in teoria, un regime ottimale di prezzi minimi può essere più efficiente di un mercato imperfettamente concorrenziale privo di sussidi accoppiati. Tuttavia, la politica accoppiata può essere al più una soluzione di second best rispetto ad un mercato perfettamente concorrenziale. Il mantenimento del regime dei prezzi minimi è una soluzione meno efficiente di una riforma delle politiche basata sul disaccoppiamento e sulla simultanea riduzione del potere di mercato. Da questo punto di vista è possibile concludere che le politiche per la concorrenza costituiscono il naturale complemento dell’attuale processo di riforma della PAC.
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