Volontaria rinuncia all’equilibrio e ricerca coraggiosa di un punto d’appoggio ancora ignoto, più che un esercizio la capovolta è un atto esistenziale, l’espressione della capacità di affidarsi al proprio corpo come all’unica certezza stabile quando tutto il resto è alla rovescia. Certezza che manca ai giovani di oggi, vittime della contraddizione, tipica della contemporaneità, tra il culto della bellezza e del benessere e l’espansione della dimensione virtuale, che permettendoci di evadere in un indefinito spazio-tempo senza corpi — o abitato da corpi impersonali, arbitrariamente interscam- biabili — nega di fatto ogni corporeità autentica. Partendo dalla premessa che nel corpo ha luogo l’incontro tra l’individuo e la realtà, il saggio interpreta l’alienazione degli adolescenti nei confronti della loro fisicità come un esito e insieme come un sintomo delle lacerazioni che attraversano la società di oggi. Ma la sua analisi è al contempo una proposta: nella vertiginosa irrealtà attuale, non potrebbe trovarsi proprio nella concretezza dei corpi l’ultima speranza di riguadagnare una presenza nel mondo?

Non sanno neanche fare la capovolta. Il corpo dei giovani e i loro disagi.

digennaro simone
2021

Abstract

Volontaria rinuncia all’equilibrio e ricerca coraggiosa di un punto d’appoggio ancora ignoto, più che un esercizio la capovolta è un atto esistenziale, l’espressione della capacità di affidarsi al proprio corpo come all’unica certezza stabile quando tutto il resto è alla rovescia. Certezza che manca ai giovani di oggi, vittime della contraddizione, tipica della contemporaneità, tra il culto della bellezza e del benessere e l’espansione della dimensione virtuale, che permettendoci di evadere in un indefinito spazio-tempo senza corpi — o abitato da corpi impersonali, arbitrariamente interscam- biabili — nega di fatto ogni corporeità autentica. Partendo dalla premessa che nel corpo ha luogo l’incontro tra l’individuo e la realtà, il saggio interpreta l’alienazione degli adolescenti nei confronti della loro fisicità come un esito e insieme come un sintomo delle lacerazioni che attraversano la società di oggi. Ma la sua analisi è al contempo una proposta: nella vertiginosa irrealtà attuale, non potrebbe trovarsi proprio nella concretezza dei corpi l’ultima speranza di riguadagnare una presenza nel mondo?
978-88-590-2850-5
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