Nell’esperienza eccezionale del periodo recente, il potenziale inclusivo delle tecnologie – potenziale che non si intende dato in quanto tale, ma come risultante della sinergia tra strumenti tecnologici ed impianti metodologici – è stato, nella percezione comune ribaltato, affermandosi una pericolosa equazione Tecnologie = Distanza, che porta con sé l’altrettanto pericoloso corollario Distanza = Esclusione. Al contrario, diversi percorsi sperimentali hanno, ben prima del lockdown e delle esperienze massive di didattica a distanza, esplorato la possibilità che le tecnologie fungano, in un quadro educativo metodologicamente orientato, da volano ai processi educativi inclusivi e costituiscano il mezzo per potenziare la partecipazione nei setting tradizionali ed al tempo stesso estendere i setting educativi nei contesti estremi di isolamento fisico o digitale (istruzione domiciliare, scuola in ospedale, realtà territoriali “difficili dal punto di vista territoriale o socioculturale). Il lavoro si sofferma sulla necessità di progettare ambienti di apprendimento ibridi inclusivi, partendo dalla considerazione che il web non è un’appendice della realtà sociale, ma è luogo di costruzione della realtà sociale

Spazio, tempo, corpo: il “qui ed ora” di studenti e docenti negli ambienti di apprendimento ibridi

Pio Alfredo Di Tore;
2021-01-01

Abstract

Nell’esperienza eccezionale del periodo recente, il potenziale inclusivo delle tecnologie – potenziale che non si intende dato in quanto tale, ma come risultante della sinergia tra strumenti tecnologici ed impianti metodologici – è stato, nella percezione comune ribaltato, affermandosi una pericolosa equazione Tecnologie = Distanza, che porta con sé l’altrettanto pericoloso corollario Distanza = Esclusione. Al contrario, diversi percorsi sperimentali hanno, ben prima del lockdown e delle esperienze massive di didattica a distanza, esplorato la possibilità che le tecnologie fungano, in un quadro educativo metodologicamente orientato, da volano ai processi educativi inclusivi e costituiscano il mezzo per potenziare la partecipazione nei setting tradizionali ed al tempo stesso estendere i setting educativi nei contesti estremi di isolamento fisico o digitale (istruzione domiciliare, scuola in ospedale, realtà territoriali “difficili dal punto di vista territoriale o socioculturale). Il lavoro si sofferma sulla necessità di progettare ambienti di apprendimento ibridi inclusivi, partendo dalla considerazione che il web non è un’appendice della realtà sociale, ma è luogo di costruzione della realtà sociale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11580/86165
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