Il mio progetto di ricerca tratta dell’errore nell’esperienza economico-aziendale. L’elaborato, in particolare, è composto da 5 capitoli e si divide in 3 parti: la prima relativa alla definizione del concetto di errore, la seconda inerente agli aspetti gestionali e, in particolare, alle modalità attraverso le quali affrontare l’errore, l’ultima riguardante i profili valutativi, che terminerà con l’analisi di un caso empirico. Più nello specifico, nella prima parte (Capitolo 1) ho proceduto ad effettuare un excursus di carattere storico-filosofico sul concetto di errore, partendo dall’idea che se ne aveva fin dagli albori della civiltà, richiamando gli scritti dei principali filosofi greci (tra cui Parmenide, Eraclito, Platone, Socrate e Aristotele), passando per le opere di Sant’Agostino, San Tommaso e Cartesio, fino a giungere all’avvento della statistica, con le teorie formulate da Laplace, nelle quali l’errore trova una prima vera espressione a livello quantitativo. La seconda parte (Capitoli 2 e 3) si riferisce principalmente al tema delle scelte: queste ultime riguardano, in particolar modo, l’esperienza, il tempo e il rischio. Nel Capitolo 2 ho approfondito il rapporto che intercorre tra tempo ed esperienza, i quali sono concetti strettamente legati tra loro. Infatti, un soggetto che si trova a dover compiere delle scelte, per giungere al successo, deve farlo secondo tempi ben precisi e definiti affinché possa massimizzare il risultato e limitare il commettere errori. È ovvio come processi reiterati nel tempo contribuiscano ad accrescere l’esperienza detenuta dai soggetti decisori, la quale viene influenzata oltre che da variabili soggettive, come quelle appena descritte, anche da componenti esogene, come ad esempio l’esperienza oggettiva, cioè quella vissuta e condivisa da altri soggetti, non necessariamente contemporanei. Inoltre, nel Capitolo 3 ho affrontato il tema del rischio, della sua gestione, della valutazione e degli errori che ne potrebbero scaturire. È chiaro come sopravvalutare un rischio si traduca in un minor grado di raggiungimento degli obiettivi o, comunque, in un allungamento dei tempi per conseguire tali risultati attesi; di contro, sottovalutare un rischio vuol dire mettere a repentaglio l’intera attività, con conseguenze più o meno gravi che possono spaziare dalla semplice perdita di valore fino ad arrivare, nei casi limite, alla crisi o al fallimento. Nella terza parte (Capitoli 4 e 5), infine, ho proceduto ad effettuare un’analisi di carattere investigativo sull’errore nella determinazione del valore e nella prospettiva della continuità aziendale. Nel Capitolo 4, in particolare, ho analizzato da vicino la determinazione del valore, il quale è suscettibile a variazioni significative dovute alle scelte delle ipotesi valutative formulate a monte le quali, influenzando assunti, teorie e approssimazioni, potrebbero degenerare in errori e causare, come detto, la crisi o il fallimento. Nel Capitolo 5 ho introdotto i modelli predittivi e gli indicatori della crisi, i quali hanno l’obiettivo di arginare le conseguenze degli errori commessi, prevedendone gli effetti con sufficiente anticipo, per permettere al management di intervenire in tempo e allineare l’andamento aziendale con le best practices gestionali, al fine di garantire all’intero complesso aziendale la continuità nel tempo e nello spazio. La parte conclusiva della tesi è dedicata a un breve caso empirico. Il campione d’indagine è stato costruito considerando le 85 più grandi imprese con sede nel Lazio fallite, in procedure concorsuali/para-concorsuali oppure in stato di insolvenza negli ultimi 25 anni (1996-2020). Tramite l’analisi degli ultimi 5 bilanci depositati di ciascuna di esse, mi è stato possibile individuare due ordini differenti di predittori: uno riferito al modello Z-score di Altman, l’altro agli indicatori individuati dal CNDCEC. L’obiettivo che si prefigge l’elaborato, pertanto, è quello di discutere sulla qualità concettuale dei modelli e di indagare in merito all’attitudine di questi ultimi di essere capaci di individuare efficacemente, e con sufficiente anticipo, le situazioni di crisi o insolvenza e intervenire concretamente sui processi di gestione per garantire la continuità dell’organizzazione.

My research project deals with the error in the economic-business experience. The paper, in particular, is composed of 5 chapters and is divided into 3 parts: the first relating to the definition of the concept of error, the second relating to the management aspects and, in particular, to the ways in which to deal with the error, the last one concerning the evaluation profiles, which will end with the analysis of an empirical case. More specifically, in the first part (Chapter 1) I proceeded to carry out a historical-philosophical excursus on the concept of error, starting from the idea that it had since the dawn of civilization, recalling the writings of the main Greek philosophers (among which Parmenides, Heraclitus, Plato, Socrates and Aristotle), passing through the works of St. Augustine, St. Thomas and Descartes, up to the advent of statistics, with the theories formulated by Laplace, in which the error finds a first true quantitative expression. The second part (Chapters 2 and 3) mainly refers to the theme of choices: the latter concern, in particular, experience, time and risk. In Chapter 2, I deepened the relationship between time and experience, which are closely related concepts. In fact, a person who finds himself having to make choices, in order to achieve success, must do so according to very precise and defined times so that he can maximize the result and limit making mistakes. It is obvious how processes repeated over time contribute to increasing the experience held by decision-makers, which is influenced not only by subjective variables, such as those just described, but also by exogenous components, such as objective experience, i.e. shared by other subjects, not necessarily contemporary. Furthermore, in Chapter 3 I dealt with the issue of risk, its management, evaluation and the errors that could arise from it. It is clear how overestimating a risk results in a lower degree of achievement of the objectives or, in any case, in a lengthening of the time needed to achieve these expected results; on the other hand, underestimating a risk means jeopardizing the entire business, with more or less serious consequences that can range from simple loss of value to, in extreme cases, crisis or bankruptcy. In the third part (Chapters 4 and 5), finally, I proceeded to carry out an investigative analysis on the error in determining the value and in the perspective of business continuity. In Chapter 4, in particular, I have closely analyzed the determination of the value, which is susceptible to significant variations due to the choices of the valuation hypotheses formulated upstream which, by influencing assumptions, theories and approximations, could degenerate into errors and cause, as said, the crisis or bankruptcy. In Chapter 5 I introduced the predictive models and indicators of the crisis, which aim to stem the consequences of the mistakes made, foreseeing their effects sufficiently in advance, to allow the management to intervene in time and align the company performance with management best practices, in order to guarantee continuity (going concern) over time and space for the entire company complex. The final part of the thesis is dedicated to a brief empirical case. The survey sample was constructed by considering the 85 largest companies based in Lazio that have failed, in bankruptcy/para-bankruptcy proceedings or in a state of insolvency in the last 25 years (1996-2020). By analyzing the last 5 financial statements filed for each of them, I was able to identify two different orders of predictors: one referred to the Altman Z-score model, the other to the indicators identified by the CNDCEC. The objective of the paper, therefore, is to discuss the conceptual quality of the models and to investigate the attitude of the latter to be able to effectively identify, and sufficiently in advance, situations of crisis or insolvency and concretely intervene on management processes to ensure the continuity of the organization.

L’errore nell’esperienza economico-aziendale: il caso dei predittori della crisi d’impresa / DI VONA, Francesco. - (2021 Jun 04).

L’errore nell’esperienza economico-aziendale: il caso dei predittori della crisi d’impresa

DI VONA, Francesco
2021-06-04

Abstract

Il mio progetto di ricerca tratta dell’errore nell’esperienza economico-aziendale. L’elaborato, in particolare, è composto da 5 capitoli e si divide in 3 parti: la prima relativa alla definizione del concetto di errore, la seconda inerente agli aspetti gestionali e, in particolare, alle modalità attraverso le quali affrontare l’errore, l’ultima riguardante i profili valutativi, che terminerà con l’analisi di un caso empirico. Più nello specifico, nella prima parte (Capitolo 1) ho proceduto ad effettuare un excursus di carattere storico-filosofico sul concetto di errore, partendo dall’idea che se ne aveva fin dagli albori della civiltà, richiamando gli scritti dei principali filosofi greci (tra cui Parmenide, Eraclito, Platone, Socrate e Aristotele), passando per le opere di Sant’Agostino, San Tommaso e Cartesio, fino a giungere all’avvento della statistica, con le teorie formulate da Laplace, nelle quali l’errore trova una prima vera espressione a livello quantitativo. La seconda parte (Capitoli 2 e 3) si riferisce principalmente al tema delle scelte: queste ultime riguardano, in particolar modo, l’esperienza, il tempo e il rischio. Nel Capitolo 2 ho approfondito il rapporto che intercorre tra tempo ed esperienza, i quali sono concetti strettamente legati tra loro. Infatti, un soggetto che si trova a dover compiere delle scelte, per giungere al successo, deve farlo secondo tempi ben precisi e definiti affinché possa massimizzare il risultato e limitare il commettere errori. È ovvio come processi reiterati nel tempo contribuiscano ad accrescere l’esperienza detenuta dai soggetti decisori, la quale viene influenzata oltre che da variabili soggettive, come quelle appena descritte, anche da componenti esogene, come ad esempio l’esperienza oggettiva, cioè quella vissuta e condivisa da altri soggetti, non necessariamente contemporanei. Inoltre, nel Capitolo 3 ho affrontato il tema del rischio, della sua gestione, della valutazione e degli errori che ne potrebbero scaturire. È chiaro come sopravvalutare un rischio si traduca in un minor grado di raggiungimento degli obiettivi o, comunque, in un allungamento dei tempi per conseguire tali risultati attesi; di contro, sottovalutare un rischio vuol dire mettere a repentaglio l’intera attività, con conseguenze più o meno gravi che possono spaziare dalla semplice perdita di valore fino ad arrivare, nei casi limite, alla crisi o al fallimento. Nella terza parte (Capitoli 4 e 5), infine, ho proceduto ad effettuare un’analisi di carattere investigativo sull’errore nella determinazione del valore e nella prospettiva della continuità aziendale. Nel Capitolo 4, in particolare, ho analizzato da vicino la determinazione del valore, il quale è suscettibile a variazioni significative dovute alle scelte delle ipotesi valutative formulate a monte le quali, influenzando assunti, teorie e approssimazioni, potrebbero degenerare in errori e causare, come detto, la crisi o il fallimento. Nel Capitolo 5 ho introdotto i modelli predittivi e gli indicatori della crisi, i quali hanno l’obiettivo di arginare le conseguenze degli errori commessi, prevedendone gli effetti con sufficiente anticipo, per permettere al management di intervenire in tempo e allineare l’andamento aziendale con le best practices gestionali, al fine di garantire all’intero complesso aziendale la continuità nel tempo e nello spazio. La parte conclusiva della tesi è dedicata a un breve caso empirico. Il campione d’indagine è stato costruito considerando le 85 più grandi imprese con sede nel Lazio fallite, in procedure concorsuali/para-concorsuali oppure in stato di insolvenza negli ultimi 25 anni (1996-2020). Tramite l’analisi degli ultimi 5 bilanci depositati di ciascuna di esse, mi è stato possibile individuare due ordini differenti di predittori: uno riferito al modello Z-score di Altman, l’altro agli indicatori individuati dal CNDCEC. L’obiettivo che si prefigge l’elaborato, pertanto, è quello di discutere sulla qualità concettuale dei modelli e di indagare in merito all’attitudine di questi ultimi di essere capaci di individuare efficacemente, e con sufficiente anticipo, le situazioni di crisi o insolvenza e intervenire concretamente sui processi di gestione per garantire la continuità dell’organizzazione.
4-giu-2021
My research project deals with the error in the economic-business experience. The paper, in particular, is composed of 5 chapters and is divided into 3 parts: the first relating to the definition of the concept of error, the second relating to the management aspects and, in particular, to the ways in which to deal with the error, the last one concerning the evaluation profiles, which will end with the analysis of an empirical case. More specifically, in the first part (Chapter 1) I proceeded to carry out a historical-philosophical excursus on the concept of error, starting from the idea that it had since the dawn of civilization, recalling the writings of the main Greek philosophers (among which Parmenides, Heraclitus, Plato, Socrates and Aristotle), passing through the works of St. Augustine, St. Thomas and Descartes, up to the advent of statistics, with the theories formulated by Laplace, in which the error finds a first true quantitative expression. The second part (Chapters 2 and 3) mainly refers to the theme of choices: the latter concern, in particular, experience, time and risk. In Chapter 2, I deepened the relationship between time and experience, which are closely related concepts. In fact, a person who finds himself having to make choices, in order to achieve success, must do so according to very precise and defined times so that he can maximize the result and limit making mistakes. It is obvious how processes repeated over time contribute to increasing the experience held by decision-makers, which is influenced not only by subjective variables, such as those just described, but also by exogenous components, such as objective experience, i.e. shared by other subjects, not necessarily contemporary. Furthermore, in Chapter 3 I dealt with the issue of risk, its management, evaluation and the errors that could arise from it. It is clear how overestimating a risk results in a lower degree of achievement of the objectives or, in any case, in a lengthening of the time needed to achieve these expected results; on the other hand, underestimating a risk means jeopardizing the entire business, with more or less serious consequences that can range from simple loss of value to, in extreme cases, crisis or bankruptcy. In the third part (Chapters 4 and 5), finally, I proceeded to carry out an investigative analysis on the error in determining the value and in the perspective of business continuity. In Chapter 4, in particular, I have closely analyzed the determination of the value, which is susceptible to significant variations due to the choices of the valuation hypotheses formulated upstream which, by influencing assumptions, theories and approximations, could degenerate into errors and cause, as said, the crisis or bankruptcy. In Chapter 5 I introduced the predictive models and indicators of the crisis, which aim to stem the consequences of the mistakes made, foreseeing their effects sufficiently in advance, to allow the management to intervene in time and align the company performance with management best practices, in order to guarantee continuity (going concern) over time and space for the entire company complex. The final part of the thesis is dedicated to a brief empirical case. The survey sample was constructed by considering the 85 largest companies based in Lazio that have failed, in bankruptcy/para-bankruptcy proceedings or in a state of insolvency in the last 25 years (1996-2020). By analyzing the last 5 financial statements filed for each of them, I was able to identify two different orders of predictors: one referred to the Altman Z-score model, the other to the indicators identified by the CNDCEC. The objective of the paper, therefore, is to discuss the conceptual quality of the models and to investigate the attitude of the latter to be able to effectively identify, and sufficiently in advance, situations of crisis or insolvency and concretely intervene on management processes to ensure the continuity of the organization.
errore; esperienza; crisi; fallimento; insolvenza; modelli predittivi
L’errore nell’esperienza economico-aziendale: il caso dei predittori della crisi d’impresa / DI VONA, Francesco. - (2021 Jun 04).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11580/84142
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