Lo studio è stato pubblicato ai primi del 2005, senza che fosse possibile tenere conto delle modificazioni medio tempore apportate soprattutto all’art. 2447/novies c.c. dal decr.legisl. 28 dicembre 2004, n. 310 (secondo decreto correttivo della riforma del diritto delle società di capitali introdotta con il decr.legisl. n. 6/2003). Dopo breve esposizione dei nuovi istituti dei patrimoni destinati a specifici affari (di tipo “operativo” o “finanziario”: art. 2447/bis c.c.) delle società per azioni, ci si sofferma in particolare sul regime di separazione patrimoniale, inteso come opponibilità di un vincolo di destinazione funzionale (art. 1707 e art. 2915 c.c.; peraltro coerentemente all’intero sistema della responsabilità patrimoniale, che delimita la sfera dell’espropriabile sulla base di un principio di fattuale apprensione e di formale sottrazione in base alla opponibilità di un titolo di disposizione – v. art. 2914 c.c.). L’opponibilità del vincolo di destinazione, nel caso dei patrimoni destinati delle società per azioni, trattandosi di patrimoni a vocazione imprenditoriale, non dipende soltanto dalla formalizzazione dell’atto iniziale di destinazione, ma altresì dalla contabilità, che documenta le modificazioni (quantitative e qualitative) della consistenza oggettiva del vincolo di destinazione. Successivamente il lavoro si concentra sull’analisi della sistemazione delle insolvenze della società e del/dei patrimonio/i destinato/i (sia concomitanti, sia non), anche negli aspetti procedurali, e sulle prassi “dannose” verso i creditori (illeciti spostamenti di liquidità tra patrimonio sociale e patrimonio destinato), raggiungendo conclusioni allineate al diritto pro-tempore vigente.

I patrimoni destinati a specifici affari nella s.p.a. riformata: insolvenza, esecuzione individuale e concorsuale.

SALAMONE, Luigi
2005

Abstract

Lo studio è stato pubblicato ai primi del 2005, senza che fosse possibile tenere conto delle modificazioni medio tempore apportate soprattutto all’art. 2447/novies c.c. dal decr.legisl. 28 dicembre 2004, n. 310 (secondo decreto correttivo della riforma del diritto delle società di capitali introdotta con il decr.legisl. n. 6/2003). Dopo breve esposizione dei nuovi istituti dei patrimoni destinati a specifici affari (di tipo “operativo” o “finanziario”: art. 2447/bis c.c.) delle società per azioni, ci si sofferma in particolare sul regime di separazione patrimoniale, inteso come opponibilità di un vincolo di destinazione funzionale (art. 1707 e art. 2915 c.c.; peraltro coerentemente all’intero sistema della responsabilità patrimoniale, che delimita la sfera dell’espropriabile sulla base di un principio di fattuale apprensione e di formale sottrazione in base alla opponibilità di un titolo di disposizione – v. art. 2914 c.c.). L’opponibilità del vincolo di destinazione, nel caso dei patrimoni destinati delle società per azioni, trattandosi di patrimoni a vocazione imprenditoriale, non dipende soltanto dalla formalizzazione dell’atto iniziale di destinazione, ma altresì dalla contabilità, che documenta le modificazioni (quantitative e qualitative) della consistenza oggettiva del vincolo di destinazione. Successivamente il lavoro si concentra sull’analisi della sistemazione delle insolvenze della società e del/dei patrimonio/i destinato/i (sia concomitanti, sia non), anche negli aspetti procedurali, e sulle prassi “dannose” verso i creditori (illeciti spostamenti di liquidità tra patrimonio sociale e patrimonio destinato), raggiungendo conclusioni allineate al diritto pro-tempore vigente.
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