Negli ultimi anni il fenomeno della compravendita dei diritti relativi alle prestazioni sportive dei calciatori professionisti (DPC) ha assunto notevole importanza. È stato infatti registrato un aumento esponenziale del costo medio di trasferimento dei giocatori, soprattutto in ragione delle pressioni concorrenziali a rialzo. I diritti alle prestazioni dei calciatori (DPC) sono da sempre considerati parte del capitale umano delle società sportive e quindi parte integrante del loro capitale intellettuale. Questo conduce ad inquadrare i DPC come asset immateriali dell’azienda, ponendo quindi una serie di problematiche valutative rilevanti ai fini della redazione del bilancio di esercizio. In tale contesto, la dottrina e la migliore prassi economico-aziendale hanno focalizzato l’attenzione sulle tecniche di valutazione dei DPC e sui riflessi prodotti dalla loro stima nella gestione delle società di calcio. Muovendo dall’interesse che risiede nella determinazione del valore economico, del valore d’uso e quindi del valore contabile dei DPC, il presente contributo si pone l’obiettivo di validare l’ipotesi di determinazione del valore economico dei giocatori delle squadre di calcio professionistiche applicando il metodo delle opzioni reali. Tanto la letteratura economica, quanto la prassi valutativa internazionale, determinano il valore di un asset considerando il timing (differimento temporale) e l’incertezza (rischiosità) dei flussi che esso è ragionevolmente in grado di produrre. Questo approccio ha trovato accoglimento nel pensiero economico-aziendale italiano sotto forma del principio di razionalità, che ancora oggi è alla base dei più comuni metodi di valutazione delle aziende. Il contesto valutativo cambia quando il valore di un asset è invece legato ad un altro asset (c.d. sottostante), il cui valore dipende dal verificarsi di specifici eventi. In questo quadro s’inseriscono le metodologie di valutazione delle opzioni reali. La teoria delle opzioni reali interessa quelle tipologie di investimenti che assomigliano alle opzioni finanziarie, dove quindi il legame tra incertezza e valore dell’asset assume connotazioni particolari. Gli studiosi che, almeno in prima battuta, di sono espressi favorevolmente rispetto all’applicazione di questo approccio, ne hanno sostenuto la validità applicativa in condizioni di particolare incertezza, in cui il mero calcolo del net present value non si presta a rappresentare adeguatamente le potenzialità legate all’investimento in una particolare attività. Il concetto di opzione reale è stato poi accolto dalla letteratura manageriale in ragione di diverse circostanze: (1) tendenziale aderenza della teoria alle problematiche strategiche delle aziende, (2) enfatizzazione della natura sequenziale del processo decisionale e (3) una retorica aderente al linguaggio della finanza e quindi facilmente esprimibile in termini finanziari. Da una preliminare disamina della letteratura esistente, si rileva la presenza di alcuni contributi che hanno già applicato la teoria delle opzioni reali al settore sportivo affrontato tematiche legate alla valutazione delle performance o alla valutazione dei DPC. Il presente contributo intende invece fornire un’applicazione valutativa su un campione di calciatori appartenenti alla Serie A italiana.

La valutazione dei DPC con il Metodo delle opzioni reali: profili teorici e applicazioni pratiche

Fabio Nappo
;
Matteo Palmaccio
;
2018

Abstract

Negli ultimi anni il fenomeno della compravendita dei diritti relativi alle prestazioni sportive dei calciatori professionisti (DPC) ha assunto notevole importanza. È stato infatti registrato un aumento esponenziale del costo medio di trasferimento dei giocatori, soprattutto in ragione delle pressioni concorrenziali a rialzo. I diritti alle prestazioni dei calciatori (DPC) sono da sempre considerati parte del capitale umano delle società sportive e quindi parte integrante del loro capitale intellettuale. Questo conduce ad inquadrare i DPC come asset immateriali dell’azienda, ponendo quindi una serie di problematiche valutative rilevanti ai fini della redazione del bilancio di esercizio. In tale contesto, la dottrina e la migliore prassi economico-aziendale hanno focalizzato l’attenzione sulle tecniche di valutazione dei DPC e sui riflessi prodotti dalla loro stima nella gestione delle società di calcio. Muovendo dall’interesse che risiede nella determinazione del valore economico, del valore d’uso e quindi del valore contabile dei DPC, il presente contributo si pone l’obiettivo di validare l’ipotesi di determinazione del valore economico dei giocatori delle squadre di calcio professionistiche applicando il metodo delle opzioni reali. Tanto la letteratura economica, quanto la prassi valutativa internazionale, determinano il valore di un asset considerando il timing (differimento temporale) e l’incertezza (rischiosità) dei flussi che esso è ragionevolmente in grado di produrre. Questo approccio ha trovato accoglimento nel pensiero economico-aziendale italiano sotto forma del principio di razionalità, che ancora oggi è alla base dei più comuni metodi di valutazione delle aziende. Il contesto valutativo cambia quando il valore di un asset è invece legato ad un altro asset (c.d. sottostante), il cui valore dipende dal verificarsi di specifici eventi. In questo quadro s’inseriscono le metodologie di valutazione delle opzioni reali. La teoria delle opzioni reali interessa quelle tipologie di investimenti che assomigliano alle opzioni finanziarie, dove quindi il legame tra incertezza e valore dell’asset assume connotazioni particolari. Gli studiosi che, almeno in prima battuta, di sono espressi favorevolmente rispetto all’applicazione di questo approccio, ne hanno sostenuto la validità applicativa in condizioni di particolare incertezza, in cui il mero calcolo del net present value non si presta a rappresentare adeguatamente le potenzialità legate all’investimento in una particolare attività. Il concetto di opzione reale è stato poi accolto dalla letteratura manageriale in ragione di diverse circostanze: (1) tendenziale aderenza della teoria alle problematiche strategiche delle aziende, (2) enfatizzazione della natura sequenziale del processo decisionale e (3) una retorica aderente al linguaggio della finanza e quindi facilmente esprimibile in termini finanziari. Da una preliminare disamina della letteratura esistente, si rileva la presenza di alcuni contributi che hanno già applicato la teoria delle opzioni reali al settore sportivo affrontato tematiche legate alla valutazione delle performance o alla valutazione dei DPC. Il presente contributo intende invece fornire un’applicazione valutativa su un campione di calciatori appartenenti alla Serie A italiana.
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