Il più recente epigramma scipionico, nel nuovo ambiente del sepolcro realizzato presumibilmente da Scipione l’Emiliano, presenta la novità del metro elegiaco, ma prima ancora quella dello stacco netto dal titulus sulle lastre del sarcofago, rispetto al quale appare come in ‘appendice’. E in effetti anche la composizione testuale appare come una appendice affettiva privata rispetto alla ufficialità del titulus, tanto più che per la prima volta il componimento metrico è posto sulla bocca del defunto in prima persona, che in esso medita e riassume la sua vita, con fidente apertura a una vita immortale con gli antenati. In considerazione del nuovo metro e del suo trattamento e dell’ambiente culturale scipionico dell’epoca, si affaccia l’ipotesi che il compositore possa essere stato Lucilio. Si procede quindi a un commento analitico del testo, sia sul piano esegetico sia alla luce dei molti possibili confronti con la produzione letteraria, naturalmente anche posteriore: particolarmente notevoli in questo campo alcuni richiami che si possono proporre al somnium Scipionis di Cicerone, il quale non menziona mai gli elogia Scipionum, ma poteva (doveva?) conoscerli.

L'epigramma per Scipione Ispano (CIL, I, 15)

MASSARO, Matteo
1997

Abstract

Il più recente epigramma scipionico, nel nuovo ambiente del sepolcro realizzato presumibilmente da Scipione l’Emiliano, presenta la novità del metro elegiaco, ma prima ancora quella dello stacco netto dal titulus sulle lastre del sarcofago, rispetto al quale appare come in ‘appendice’. E in effetti anche la composizione testuale appare come una appendice affettiva privata rispetto alla ufficialità del titulus, tanto più che per la prima volta il componimento metrico è posto sulla bocca del defunto in prima persona, che in esso medita e riassume la sua vita, con fidente apertura a una vita immortale con gli antenati. In considerazione del nuovo metro e del suo trattamento e dell’ambiente culturale scipionico dell’epoca, si affaccia l’ipotesi che il compositore possa essere stato Lucilio. Si procede quindi a un commento analitico del testo, sia sul piano esegetico sia alla luce dei molti possibili confronti con la produzione letteraria, naturalmente anche posteriore: particolarmente notevoli in questo campo alcuni richiami che si possono proporre al somnium Scipionis di Cicerone, il quale non menziona mai gli elogia Scipionum, ma poteva (doveva?) conoscerli.
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