Dopo una premessa sui caratteri generali e peculiari della ‘poesia epigrafica’ rispetto a quella letteraria, si indagano specificamente le modalità del rapporto tra quella e Virgilio, che divenne presto modello indiscusso nella scuola, non sul piano della tecnica formale di imprestito (come nel noto volume repertorio di Hoogma, 1959), ma sul piano della più o meno consapevole aderenza e allusione al modello, quindi anche al contesto originario e al suo tenore. Non di rado infatti la locuzione virgiliana appare come ritagliata e ‘assolutizzata’ nella sua struttura metrico-verbale, fino al punto di versi citati senza aderenza al nuovo contesto; mentre altre volte si può distinguere anche se nel ri-uso di funere mersit acerbo il compositore epigrafico ha tenuto presente il contesto di Aen. 6, 429 o quello di Aen. 11,28; altre ancora Virgilio può apparire come in sottofondo, con liberi adattamenti nel nuovo contesto. Una influenza determinante sugli echi o imprestiti virgiliani nella epigrafia metrica sembra avere esercitato la scuola, in cui del resto la memorizzazione e il riuso indiscriminato di Virgilio portava anche alla composizione dei centoni, con cui talora si possono confrontare alcune iscrizioni metriche.

Composizione epigrafica e tradizione letteraria: modalità di presenza virgiliana nelle iscrizioni metriche latine

MASSARO, Matteo
1983

Abstract

Dopo una premessa sui caratteri generali e peculiari della ‘poesia epigrafica’ rispetto a quella letteraria, si indagano specificamente le modalità del rapporto tra quella e Virgilio, che divenne presto modello indiscusso nella scuola, non sul piano della tecnica formale di imprestito (come nel noto volume repertorio di Hoogma, 1959), ma sul piano della più o meno consapevole aderenza e allusione al modello, quindi anche al contesto originario e al suo tenore. Non di rado infatti la locuzione virgiliana appare come ritagliata e ‘assolutizzata’ nella sua struttura metrico-verbale, fino al punto di versi citati senza aderenza al nuovo contesto; mentre altre volte si può distinguere anche se nel ri-uso di funere mersit acerbo il compositore epigrafico ha tenuto presente il contesto di Aen. 6, 429 o quello di Aen. 11,28; altre ancora Virgilio può apparire come in sottofondo, con liberi adattamenti nel nuovo contesto. Una influenza determinante sugli echi o imprestiti virgiliani nella epigrafia metrica sembra avere esercitato la scuola, in cui del resto la memorizzazione e il riuso indiscriminato di Virgilio portava anche alla composizione dei centoni, con cui talora si possono confrontare alcune iscrizioni metriche.
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