Il passaggio da una genitorialità intesa quale stretto rapporto di discendenza biologica ad una genitorialità c.d. sociale solleva una serie di problematiche, di carattere etico e giuridico, che trovano difficilmente comprensione nella disciplina di diritto comune in materia di accertamento della filiazione, ed impongono all’interprete di prendere consapevolezza dell’esistenza di diversi ordini di verità: una biologica (che guarda al legame di sangue), una legale (che attraverso il gioco delle presunzioni mira ad assicurare la certezza giuridica della filiazione) e una affettiva (fondata sulla continuità del rapporto di filiazione in forza della quale il genitore è colui che si prende cura del figlio). Sulla scorta di tali premesse, il lavoro si propone la rilettura in chiave sistematica ed evolutiva della disciplina dell’accertamento della filiazione, al fine di individuare un punto di equilibrio tra le contrapposte esigenze di tutela: quella della certezza legale (c.d. favor legitimitatis), quella della verità intesa come conoscenza e attribuzione della genitorialità biologica (c.d. favor veritatis) e quella, infine, del dato volitivo fondato sull’effettività delle relazioni intrattenute dalla prole indipendentemente dalla natura delle stesse (c.d. favor affectionis). Con la precisazione, tuttavia, che proprio in tale direzione, si è avvertita, da subito, la necessità di resistere alla tentazione di individuare soluzioni unitarie, con la pretesa di validità assoluta, tentando viceversa di procedere, con metodo empirico, all’analisi e allo studio della casistica, attraverso la lente del superiore interesse del minore d’età.

Accertamento della filiazione e interesse del minore

PORCELLI, Maria
2016

Abstract

Il passaggio da una genitorialità intesa quale stretto rapporto di discendenza biologica ad una genitorialità c.d. sociale solleva una serie di problematiche, di carattere etico e giuridico, che trovano difficilmente comprensione nella disciplina di diritto comune in materia di accertamento della filiazione, ed impongono all’interprete di prendere consapevolezza dell’esistenza di diversi ordini di verità: una biologica (che guarda al legame di sangue), una legale (che attraverso il gioco delle presunzioni mira ad assicurare la certezza giuridica della filiazione) e una affettiva (fondata sulla continuità del rapporto di filiazione in forza della quale il genitore è colui che si prende cura del figlio). Sulla scorta di tali premesse, il lavoro si propone la rilettura in chiave sistematica ed evolutiva della disciplina dell’accertamento della filiazione, al fine di individuare un punto di equilibrio tra le contrapposte esigenze di tutela: quella della certezza legale (c.d. favor legitimitatis), quella della verità intesa come conoscenza e attribuzione della genitorialità biologica (c.d. favor veritatis) e quella, infine, del dato volitivo fondato sull’effettività delle relazioni intrattenute dalla prole indipendentemente dalla natura delle stesse (c.d. favor affectionis). Con la precisazione, tuttavia, che proprio in tale direzione, si è avvertita, da subito, la necessità di resistere alla tentazione di individuare soluzioni unitarie, con la pretesa di validità assoluta, tentando viceversa di procedere, con metodo empirico, all’analisi e allo studio della casistica, attraverso la lente del superiore interesse del minore d’età.
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