Perché la costruzione metallica non ha avuto in Italia lo stesso spazio destinatole negli altri Paesi europei? Perché gli architetti della modernità italiana hanno preferito, tra le due guerre, il telaio monolitico in cemento armato alla struttura di profilati di acciaio? Perché, nel dopoguerra, gli ingegneri costruttori dell'autostrada del Sole hanno, nella massima parte dei casi, privilegiato la versione evoluta - precompressa - del cemento armato piuttosto che ricorrere alla travata metallica? Le ragioni, complesse, non si limitano alla scarsa disponibilità della materia prima ma coinvolgono scelte politiche, economiche, industriali oltre che sociali. Pur confinata in questo ruolo di secondo piano nell'attività edilizia e infrastrutturale, la costruzione metallica è stata, però, oggetto di costante e interessante sperimentazione. Sin dalle pionieristiche esperienze ottocentesche, ma poi ancor più nel corso del Novecento, gli ingegneri e gli architetti italiani hanno saputo collocare a livelli internazionali gli esiti della loro progettazione con l'acciaio, stimolati nella ricerca dai molti, infaticabili, sostenitori del materiale. Analizzando i principali momenti di tale sperimentazione (con particolare riferimento agli aspetti architettonici e costruttivi), il volume restituisce quel quadro dell'evoluzione della costruzione metallica in Italia che, per la natura episodica delle realizzazioni, è stato trascurato negli studi sulla storia delle tecniche.

L'architettura dell'acciaio in Italia

ZORDAN, Marcello
2006

Abstract

Perché la costruzione metallica non ha avuto in Italia lo stesso spazio destinatole negli altri Paesi europei? Perché gli architetti della modernità italiana hanno preferito, tra le due guerre, il telaio monolitico in cemento armato alla struttura di profilati di acciaio? Perché, nel dopoguerra, gli ingegneri costruttori dell'autostrada del Sole hanno, nella massima parte dei casi, privilegiato la versione evoluta - precompressa - del cemento armato piuttosto che ricorrere alla travata metallica? Le ragioni, complesse, non si limitano alla scarsa disponibilità della materia prima ma coinvolgono scelte politiche, economiche, industriali oltre che sociali. Pur confinata in questo ruolo di secondo piano nell'attività edilizia e infrastrutturale, la costruzione metallica è stata, però, oggetto di costante e interessante sperimentazione. Sin dalle pionieristiche esperienze ottocentesche, ma poi ancor più nel corso del Novecento, gli ingegneri e gli architetti italiani hanno saputo collocare a livelli internazionali gli esiti della loro progettazione con l'acciaio, stimolati nella ricerca dai molti, infaticabili, sostenitori del materiale. Analizzando i principali momenti di tale sperimentazione (con particolare riferimento agli aspetti architettonici e costruttivi), il volume restituisce quel quadro dell'evoluzione della costruzione metallica in Italia che, per la natura episodica delle realizzazioni, è stato trascurato negli studi sulla storia delle tecniche.
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