Questo testo si propone di illustrare il fenomeno del disagio scolastico, considerato uno stato emotivo non correlato significativamente a disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo, ma che si manifesta attraverso una serie di comportamenti di rifiuto delle attività scolastiche, tali da impedire l'utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive, relazionali. Sarebbe riduzionistico trattare un fenomeno complesso come questo seguendo il modello lineare di causa-effetto. Infatti i fattori che lo determinano sono diversi e mutuamente dipendenti fra loro, investendo il contesto e le dinamiche familiari, il contesto scolastico, socioeconomico, socio-culturale e anche le dinamiche individuali. Si è tentato di fornire un quadro generale sulle strategie di intervento volte ad arginare il fenomeno, gli indicatori psicologici del rischio di abbandono scolastico e i fattori protettivi. Vengono poi esposte sinteticamente le innovazioni del sistema scolastico, legate alla recente riforma Moratti. Inoltre l'Autore descrive due studi condotti su studenti italiani di scuola media e media-superiore: la prima è una ricerca esplorativa in cui la componente relazionale e quella motivazionale a proseguire gli studi, spesso influenzate da altre componenti, quali il genere del soggetto, la sua cultura di provenienza, lo status sociale, si presuppone incidano sul disagio scolastico. La seconda ricerca è di tipo quasi sperimentale e si fonda su intervento sperimentale, ideato sulla base del Teoria del Comportamento Pianificato ( TPB-Theory of Planned Behavior ): l'intervento è volto a stimolare l'intenzione allo studio e a verificare se con esso si possano verificare dei miglioramenti nella qualità del vissuto scolastico e delle relazioni emotive e funzionali degli studenti all'interno della classe. Filippo Petruccelli , avvocato, psicologo e psicoterapeuta. È professore associato di Psicologia dello sviluppo presso l'Università di Cassino. Ha fondato e dirige la Scuola di specializzazione in psicoterapie brevi ad approccio strategico dell'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie. Ha organizzato, curandone gli atti, numerosi convegni nazionali ed internazionali ed è socio di varie società scientifiche, quali la AIP, la SIPs, la SIPG, la SIPSI, la SISS, la FIS. Ha pubblicato oltre centotrenta lavori teorici e sperimentali su riviste scientifiche e volumi, nei campi della psicologia generale, clinica e dello sviluppo.

Psicologia del disagio scolastico.

PETRUCCELLI, Filippo
2005

Abstract

Questo testo si propone di illustrare il fenomeno del disagio scolastico, considerato uno stato emotivo non correlato significativamente a disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo, ma che si manifesta attraverso una serie di comportamenti di rifiuto delle attività scolastiche, tali da impedire l'utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive, relazionali. Sarebbe riduzionistico trattare un fenomeno complesso come questo seguendo il modello lineare di causa-effetto. Infatti i fattori che lo determinano sono diversi e mutuamente dipendenti fra loro, investendo il contesto e le dinamiche familiari, il contesto scolastico, socioeconomico, socio-culturale e anche le dinamiche individuali. Si è tentato di fornire un quadro generale sulle strategie di intervento volte ad arginare il fenomeno, gli indicatori psicologici del rischio di abbandono scolastico e i fattori protettivi. Vengono poi esposte sinteticamente le innovazioni del sistema scolastico, legate alla recente riforma Moratti. Inoltre l'Autore descrive due studi condotti su studenti italiani di scuola media e media-superiore: la prima è una ricerca esplorativa in cui la componente relazionale e quella motivazionale a proseguire gli studi, spesso influenzate da altre componenti, quali il genere del soggetto, la sua cultura di provenienza, lo status sociale, si presuppone incidano sul disagio scolastico. La seconda ricerca è di tipo quasi sperimentale e si fonda su intervento sperimentale, ideato sulla base del Teoria del Comportamento Pianificato ( TPB-Theory of Planned Behavior ): l'intervento è volto a stimolare l'intenzione allo studio e a verificare se con esso si possano verificare dei miglioramenti nella qualità del vissuto scolastico e delle relazioni emotive e funzionali degli studenti all'interno della classe. Filippo Petruccelli , avvocato, psicologo e psicoterapeuta. È professore associato di Psicologia dello sviluppo presso l'Università di Cassino. Ha fondato e dirige la Scuola di specializzazione in psicoterapie brevi ad approccio strategico dell'Istituto per lo Studio delle Psicoterapie. Ha organizzato, curandone gli atti, numerosi convegni nazionali ed internazionali ed è socio di varie società scientifiche, quali la AIP, la SIPs, la SIPG, la SIPSI, la SISS, la FIS. Ha pubblicato oltre centotrenta lavori teorici e sperimentali su riviste scientifiche e volumi, nei campi della psicologia generale, clinica e dello sviluppo.
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