Il volume rappresenta il contributo dell’autore al Trattato dei contratti diretto da Pietro Rescigno ed Enrico Gabrielli, pubblicato nei volumi dedicati a I contratti di lavoro, a cura di Antonio Vallebona, Ed. UTET, 2009. In origine considerate in termini di eccezionalità o quanto meno di specialità, le tre forme di lavoro oggetto dello studio vengono, secondo l’autore, progressivamente ad assumere un ruolo stabile nel sistema del diritto del lavoro e al contempo possono fungere da chiave di decodificazione dei nuovi equilibri che si delineano al suo interno. Nel primo capitolo si analizza il lavoro coordinato, definizione che l’autore preferisce al posto di quella più equivoca di lavoro “parasubordinato”. L’indagine è condotta partendo dalle collaborazioni coordinate e continuative, con specifico riferimento al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. L’analisi si incentra poi sulla figura del lavoro a progetto, partendo dal problematico inquadramento della fattispecie alla stregua di un “tertium genus” tra lavoro subordinato e lavoro autonomo. In particolare l’autore si sofferma sulla “dote” che l’art. 409 c.p.c. porta alla nuova fattispecie per poi passare ad analizzare le caratteristiche del progetto o programma di lavoro. L’obbligazione del collaboratore è configurabile, secondo l’autore, quale obbligazione di mezzi, data il rilievo della continuità della collaborazione. Si passa poi agli obblighi delle parti nel corso del rapporto con un costante riferimento all’integrazione della normativa legale ad opera della contrattazione collettiva, soffermandosi sul corrispettivo dovuto al collaboratore a progetto, oggetto di recenti incisivi interventi del legislatore. Particolare attenzione è dedicata poi alla fase patologica del rapporto di lavoro a progetto, in relazione alla delicata questione delle conseguenze derivanti dalla mancanza del progetto. L’autore a riguardo, negando plausibilità sia alla tesi della presunzione iuris tantum della subordinazione, propone una lettura per cui la mancanza del progetto vale, con presunzione iure et de iure, a provare l’esistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, in quanto la prestazione non potrebbe in quel caso che risultare eterodiretta. Nel secondo capitolo l’analisi si rivolge al lavoro in cooperativa, dove l’autore si sofferma sulle diverse forme di lavoro di scambio deducibili nel contratto, anche con riguardo al rapporto tra questa normativa e quella sul lavoro a progetto. L’indagine si sposta poi sulla disciplina in concreto applicabile al rapporto secondo le disposizioni speciali e la clausola di “compatibilità” con la posizione del socio lavoratore rispetto alla normativa generale sui contratti di lavoro. Particolare attenzione è dedicata poi al trattamento economico spettante al socio lavoratore. L’analisi si incentra poi sulla delicata questione dell’estinzione del rapporto. In particolare, l’autore si sofferma sulla vieta, ma ancora controversa problematica della competenza giurisdizionale, ovvero del rito applicabile alle controversie del socio lavoratore, riemersa a seguito del nuovo intervento del legislatore del 2003. L’autore propone una lettura tendente ad attribuire al giudice ordinario civile la competenza in tutti i casi di contemporanea estinzione dei due rapporti, lasciando al giudice del lavoro la competenza soltanto per i casi in cui la controversia riguardi diritti derivanti dal rapporto di lavoro autonomamente considerato. Nel terzo capitolo, infine, l’analisi si rivolge al contratto di associazione in partecipazione, partendo dall’indagine sui criteri volti a differenziare la fattispecie da quella del contratto di lavoro subordinato. Il tema, non nuovo, che anche in passato ha interessato la dottrina, trova nuovi spunti di interesse nel recente intervento del legislatore nel 2003. L’autore propone in particolare una lettura delle nuove norme nel senso del riconoscimento all’associato in partecipazione, in presenza di determinate condizioni, di alcune dei diritti tipici del rapporto di lavoro subordinato, anche in mancanza degli “indici” sintomatici del rapporto di lavoro subordinato.

Il lavoro tra autonomia e subordinazione

PASSALACQUA, Pasquale
2009

Abstract

Il volume rappresenta il contributo dell’autore al Trattato dei contratti diretto da Pietro Rescigno ed Enrico Gabrielli, pubblicato nei volumi dedicati a I contratti di lavoro, a cura di Antonio Vallebona, Ed. UTET, 2009. In origine considerate in termini di eccezionalità o quanto meno di specialità, le tre forme di lavoro oggetto dello studio vengono, secondo l’autore, progressivamente ad assumere un ruolo stabile nel sistema del diritto del lavoro e al contempo possono fungere da chiave di decodificazione dei nuovi equilibri che si delineano al suo interno. Nel primo capitolo si analizza il lavoro coordinato, definizione che l’autore preferisce al posto di quella più equivoca di lavoro “parasubordinato”. L’indagine è condotta partendo dalle collaborazioni coordinate e continuative, con specifico riferimento al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. L’analisi si incentra poi sulla figura del lavoro a progetto, partendo dal problematico inquadramento della fattispecie alla stregua di un “tertium genus” tra lavoro subordinato e lavoro autonomo. In particolare l’autore si sofferma sulla “dote” che l’art. 409 c.p.c. porta alla nuova fattispecie per poi passare ad analizzare le caratteristiche del progetto o programma di lavoro. L’obbligazione del collaboratore è configurabile, secondo l’autore, quale obbligazione di mezzi, data il rilievo della continuità della collaborazione. Si passa poi agli obblighi delle parti nel corso del rapporto con un costante riferimento all’integrazione della normativa legale ad opera della contrattazione collettiva, soffermandosi sul corrispettivo dovuto al collaboratore a progetto, oggetto di recenti incisivi interventi del legislatore. Particolare attenzione è dedicata poi alla fase patologica del rapporto di lavoro a progetto, in relazione alla delicata questione delle conseguenze derivanti dalla mancanza del progetto. L’autore a riguardo, negando plausibilità sia alla tesi della presunzione iuris tantum della subordinazione, propone una lettura per cui la mancanza del progetto vale, con presunzione iure et de iure, a provare l’esistenza di un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, in quanto la prestazione non potrebbe in quel caso che risultare eterodiretta. Nel secondo capitolo l’analisi si rivolge al lavoro in cooperativa, dove l’autore si sofferma sulle diverse forme di lavoro di scambio deducibili nel contratto, anche con riguardo al rapporto tra questa normativa e quella sul lavoro a progetto. L’indagine si sposta poi sulla disciplina in concreto applicabile al rapporto secondo le disposizioni speciali e la clausola di “compatibilità” con la posizione del socio lavoratore rispetto alla normativa generale sui contratti di lavoro. Particolare attenzione è dedicata poi al trattamento economico spettante al socio lavoratore. L’analisi si incentra poi sulla delicata questione dell’estinzione del rapporto. In particolare, l’autore si sofferma sulla vieta, ma ancora controversa problematica della competenza giurisdizionale, ovvero del rito applicabile alle controversie del socio lavoratore, riemersa a seguito del nuovo intervento del legislatore del 2003. L’autore propone una lettura tendente ad attribuire al giudice ordinario civile la competenza in tutti i casi di contemporanea estinzione dei due rapporti, lasciando al giudice del lavoro la competenza soltanto per i casi in cui la controversia riguardi diritti derivanti dal rapporto di lavoro autonomamente considerato. Nel terzo capitolo, infine, l’analisi si rivolge al contratto di associazione in partecipazione, partendo dall’indagine sui criteri volti a differenziare la fattispecie da quella del contratto di lavoro subordinato. Il tema, non nuovo, che anche in passato ha interessato la dottrina, trova nuovi spunti di interesse nel recente intervento del legislatore nel 2003. L’autore propone in particolare una lettura delle nuove norme nel senso del riconoscimento all’associato in partecipazione, in presenza di determinate condizioni, di alcune dei diritti tipici del rapporto di lavoro subordinato, anche in mancanza degli “indici” sintomatici del rapporto di lavoro subordinato.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11580/3046
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
social impact