Il libro studia i testi delle mille canzoni italiane più vendute tra il 1958 e il 2007, nell’intento di ricostruire – attraverso quelle parole – mezzo secolo di storia della nostra lingua. L’intenzione è stata quella d’intercettare una serie di tratti linguistici nel momento in cui diventavano dominio comune e progressivamente si cristallizzavano, dando vita di volta in volta a un nuovo standard del testo per canzone. Per definire adeguatamente l’italiano della canzone, analizza le tendenze comuni che emergono attraverso gli anni in un insieme rappresentativo di testi, seguendo lo sviluppo di alcuni aspetti grammaticali, sintattici e lessicali considerati a vario titolo significativi. Decisivi per ricostruire l’evoluzione del rapporto tra norma linguistica e codice della canzone e, di conseguenza, per descrivere il progressivo mutare nel tempo di quella che viene chiamata «grammatica della canzone». Al centro della ricerca c’è il testo della «canzone-standard» contestualizzato in rapporto a precise coordinate storiche, ovvero valutato alla luce di quattro diversi fattori linguistici. Alle spalle, la pressione del codice interno: la grammatica della canzone così come si è strutturata nella tradizione più o meno recente. Da un lato, l’elemento rappresentato dalla norma linguistica di cui l’autore deve rispettare le regole (fatta salva la tolleranza per le cosiddette licenze poetiche), a meno che non voglia dare al suo testo un’impronta trasgressiva. Dall’altro, appunto, il modello della poesia a cui (indipendentemente dal valore estetico) il testo di canzone continua a essere ricondotto, non tanto da chi lo scrive quanto da chi lo ascolta. Fatto rilevante, perché davanti a ogni testo c’è (quarto fattore) l’orizzonte d’attesa del pubblico, abituato a premiare un prodotto prevedibile e convenzionale, tutt’al più arricchito da una piccola percentuale di novità. Alla fine, è la somma delle storie relative ai diversi tratti a dar conto del (lento) cambiamento che l’italiano della canzone ha vissuto nell’ultimo mezzo secolo. L’addensarsi nella linea del tempo di punti fino a cui o da cui certi fenomeni presentano una circolazione significativa traccia confini permeabili, ma sufficienti a disegnare una periodizzazione fondata su criteri interni e autonomi.

Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato

ANTONELLI, Giuseppe
2010

Abstract

Il libro studia i testi delle mille canzoni italiane più vendute tra il 1958 e il 2007, nell’intento di ricostruire – attraverso quelle parole – mezzo secolo di storia della nostra lingua. L’intenzione è stata quella d’intercettare una serie di tratti linguistici nel momento in cui diventavano dominio comune e progressivamente si cristallizzavano, dando vita di volta in volta a un nuovo standard del testo per canzone. Per definire adeguatamente l’italiano della canzone, analizza le tendenze comuni che emergono attraverso gli anni in un insieme rappresentativo di testi, seguendo lo sviluppo di alcuni aspetti grammaticali, sintattici e lessicali considerati a vario titolo significativi. Decisivi per ricostruire l’evoluzione del rapporto tra norma linguistica e codice della canzone e, di conseguenza, per descrivere il progressivo mutare nel tempo di quella che viene chiamata «grammatica della canzone». Al centro della ricerca c’è il testo della «canzone-standard» contestualizzato in rapporto a precise coordinate storiche, ovvero valutato alla luce di quattro diversi fattori linguistici. Alle spalle, la pressione del codice interno: la grammatica della canzone così come si è strutturata nella tradizione più o meno recente. Da un lato, l’elemento rappresentato dalla norma linguistica di cui l’autore deve rispettare le regole (fatta salva la tolleranza per le cosiddette licenze poetiche), a meno che non voglia dare al suo testo un’impronta trasgressiva. Dall’altro, appunto, il modello della poesia a cui (indipendentemente dal valore estetico) il testo di canzone continua a essere ricondotto, non tanto da chi lo scrive quanto da chi lo ascolta. Fatto rilevante, perché davanti a ogni testo c’è (quarto fattore) l’orizzonte d’attesa del pubblico, abituato a premiare un prodotto prevedibile e convenzionale, tutt’al più arricchito da una piccola percentuale di novità. Alla fine, è la somma delle storie relative ai diversi tratti a dar conto del (lento) cambiamento che l’italiano della canzone ha vissuto nell’ultimo mezzo secolo. L’addensarsi nella linea del tempo di punti fino a cui o da cui certi fenomeni presentano una circolazione significativa traccia confini permeabili, ma sufficienti a disegnare una periodizzazione fondata su criteri interni e autonomi.
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