La monografia, volta ad individuare correttamente la collocazione sistematica della coscienza e della volontà della condotta ( previste dal I comma dell'art.42 c.p.), nel capitolo I , dopo aver analizzato i profili diacronici della questione analizza gli orientamenti giurisprudenziali che hanno determinato una sostanziale svalutazione dell'art. 42, I comma , c.p.. Nel capitolo II viene affrontata la questione del corretto inquadramento della coscienza e della volontà della condotta ( o suitas dir si voglia ) nella struttura del reato. L'autore dopo aver analizzato i vari orientamenti dottrinali alla luce del sistema penale italiano ascrive la suitas alla condotta. nel capitolo III, vengono analizzate le situazioni" border line", così definite in quanto apparentemente prive di suitas: incoscienza prevedibile, omissioni da dimenticanza, atti automatici ed atti istintivi coercibili. L'autore ravvisa in tali ipotesi la presenza della effettiva suitas alla luce di una ricostruzione del momento nel quale valutare l'esistenza o meno della coscienza e della volontà della condotta. Nel capitolo IV vengono analizzate le cause d'esclusione della suitas: forza maggiore, costringimento fisico, incoscienza non addebitabile, incoercibilità degli atti riflessi e degli atti istintivi. Non viene invece nnoverato tra tali cause il caso fortuito. Nel capitolo V, alla luce della previa analisi dei rapporti tra imputabiulità e suitas, vengono considerate le ipotesi nelle quali quest'ultima può risolvere tensioni sitematiche, giungendo alla formula assolutoria incentrata sull'insussistenza del fatto: disturbi della personalità, stati emotivi o passionali che determinano la perdita della suitas, raptus, parasonnie ed alcune ipotesi di intossicazione da alcool o da stupefacenti. Infine nel VI capitolo viene analizzata l'importanza della suitas in ordinamenti vicini per tradizione a quello italiano e vengono svolte considerazioni de iure condendo.

La suitas nel sistema penale italiano

FERRANTE, Massimo Luigi
2010

Abstract

La monografia, volta ad individuare correttamente la collocazione sistematica della coscienza e della volontà della condotta ( previste dal I comma dell'art.42 c.p.), nel capitolo I , dopo aver analizzato i profili diacronici della questione analizza gli orientamenti giurisprudenziali che hanno determinato una sostanziale svalutazione dell'art. 42, I comma , c.p.. Nel capitolo II viene affrontata la questione del corretto inquadramento della coscienza e della volontà della condotta ( o suitas dir si voglia ) nella struttura del reato. L'autore dopo aver analizzato i vari orientamenti dottrinali alla luce del sistema penale italiano ascrive la suitas alla condotta. nel capitolo III, vengono analizzate le situazioni" border line", così definite in quanto apparentemente prive di suitas: incoscienza prevedibile, omissioni da dimenticanza, atti automatici ed atti istintivi coercibili. L'autore ravvisa in tali ipotesi la presenza della effettiva suitas alla luce di una ricostruzione del momento nel quale valutare l'esistenza o meno della coscienza e della volontà della condotta. Nel capitolo IV vengono analizzate le cause d'esclusione della suitas: forza maggiore, costringimento fisico, incoscienza non addebitabile, incoercibilità degli atti riflessi e degli atti istintivi. Non viene invece nnoverato tra tali cause il caso fortuito. Nel capitolo V, alla luce della previa analisi dei rapporti tra imputabiulità e suitas, vengono considerate le ipotesi nelle quali quest'ultima può risolvere tensioni sitematiche, giungendo alla formula assolutoria incentrata sull'insussistenza del fatto: disturbi della personalità, stati emotivi o passionali che determinano la perdita della suitas, raptus, parasonnie ed alcune ipotesi di intossicazione da alcool o da stupefacenti. Infine nel VI capitolo viene analizzata l'importanza della suitas in ordinamenti vicini per tradizione a quello italiano e vengono svolte considerazioni de iure condendo.
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