(bacino del Fucino, Appennino centrale) ha consentito di ottenere informazioni paleosismologiche che integrano quanto già pubblicato in materia alla fine del secolo scorso. In entrambi gli affioramenti sono stati osservati sedimenti colluviali, alluvionali e lacustri deposti successivamente al Tardiglaciale (14-15 Ka BP). Vincoli cronologici per le successioni individuate vengono da una datazione radiocarbonio (1466-1372 B.C., età calibrata a 2 sigma), da numerose determinazioni archeologiche su materiali ceramici attribuiti all’Eneolitico e all’Età del Bronzo e dal rinvenimento di una fossa di cottura inquadrabile nello stesso ambito cronologico. Le unità stratigrafiche identificate sono in contatto per faglia con il substrato carbonatico. Il trascinamento dei sedimenti lungo i piani di faglia principali e le dislocazioni osservate lungo piani di taglio secondari definiscono l’attività olocenica di questo settore della faglia San Benedetto dei Marsi-Gioia dei Marsi. L’analisi del primo fronte di scavo ha fornito l’evidenza di tre eventi di dislocazione di cui il più recente avvenuto successivamente alla deposizione dell’unità colluviale con frammenti ceramici preistorici. L’analisi del secondo fronte di scavo ha ugualmente permesso di identificare tre eventi di dislocazione di cui il più recente interessa l’unità nella quale è stata scavata la fossa di cottura. Due dei tre eventi identificati potrebbero corrispondere a due dei tre più antichi eventi dell’Olocene identificati nei precedenti lavori e avvenuti all’incirca tra 5 e 10 Ka BP. L’evento più recente potrebbe invece essere associato a quello già riferito all’intervallo 1500-1300 a.C., e/o ai due eventi successivi, vale a dire quello riferibile alla Tarda Antichità-Alto Medioevo (426–782 d.C., età 14C cal. in Galadini e Galli, 1999) e quello avvenuto nel 1915. Infine, l’entità del rigetto verticale ha permesso di valutare un rateo minimo di movimento dell’ordine di 0.14-0.35 mm/a.

Nuovi dati paloesismologici dal settore orientale del bacino del Fucino (Italia centrale).

SAROLI, Michele;
2008

Abstract

(bacino del Fucino, Appennino centrale) ha consentito di ottenere informazioni paleosismologiche che integrano quanto già pubblicato in materia alla fine del secolo scorso. In entrambi gli affioramenti sono stati osservati sedimenti colluviali, alluvionali e lacustri deposti successivamente al Tardiglaciale (14-15 Ka BP). Vincoli cronologici per le successioni individuate vengono da una datazione radiocarbonio (1466-1372 B.C., età calibrata a 2 sigma), da numerose determinazioni archeologiche su materiali ceramici attribuiti all’Eneolitico e all’Età del Bronzo e dal rinvenimento di una fossa di cottura inquadrabile nello stesso ambito cronologico. Le unità stratigrafiche identificate sono in contatto per faglia con il substrato carbonatico. Il trascinamento dei sedimenti lungo i piani di faglia principali e le dislocazioni osservate lungo piani di taglio secondari definiscono l’attività olocenica di questo settore della faglia San Benedetto dei Marsi-Gioia dei Marsi. L’analisi del primo fronte di scavo ha fornito l’evidenza di tre eventi di dislocazione di cui il più recente avvenuto successivamente alla deposizione dell’unità colluviale con frammenti ceramici preistorici. L’analisi del secondo fronte di scavo ha ugualmente permesso di identificare tre eventi di dislocazione di cui il più recente interessa l’unità nella quale è stata scavata la fossa di cottura. Due dei tre eventi identificati potrebbero corrispondere a due dei tre più antichi eventi dell’Olocene identificati nei precedenti lavori e avvenuti all’incirca tra 5 e 10 Ka BP. L’evento più recente potrebbe invece essere associato a quello già riferito all’intervallo 1500-1300 a.C., e/o ai due eventi successivi, vale a dire quello riferibile alla Tarda Antichità-Alto Medioevo (426–782 d.C., età 14C cal. in Galadini e Galli, 1999) e quello avvenuto nel 1915. Infine, l’entità del rigetto verticale ha permesso di valutare un rateo minimo di movimento dell’ordine di 0.14-0.35 mm/a.
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