Il danno duttile che si realizza nelle configurazioni d’impatto planare e che, se sufficientemente severo può risultare nella frattura per spall, è accompagnato a notevoli fenomeni dissipativi. Per tenere in conto tale dissipazione, che gli autori associano ad un meccanismodi plasticità localizzata, che si realizza alla mesoscala, intorno ai micro vuoti nucleati per danneggiamento, si è sviluppato un modello numerico che utilizza elementi coesivi. Tale modello è stato utilizzato per investigare l’evoluzione del danno e l’accumulo di deformazione plastica nel Flyer Plate Impact Test con differenti profili di carico (onda quadra ed onda triangolare), su rame puro, con l’obiettivo di ottenere una maggiore comprensione dei processi legati alla frattura per spall. Il confronto tra i risultati numerici e i dati sperimentali, [1], disponibili sia in termini di profili di velocità, con particolare riferimento al pull back, sia in forma di metallografie dei dischi impattati, sembra confermare la correttezza del modello proposto e la sua capacità di catturare le caratteristiche distintive osservate negli esperimenti di spall effettuati sia con profili quadri che triangolari.

Modello coesivo per l’analisi del processodi spall nel rame puro

RUGGIERO, Andrew;BONORA, Nicola;ESPOSITO, Luca;IANNITTI, Gianluca;
2009

Abstract

Il danno duttile che si realizza nelle configurazioni d’impatto planare e che, se sufficientemente severo può risultare nella frattura per spall, è accompagnato a notevoli fenomeni dissipativi. Per tenere in conto tale dissipazione, che gli autori associano ad un meccanismodi plasticità localizzata, che si realizza alla mesoscala, intorno ai micro vuoti nucleati per danneggiamento, si è sviluppato un modello numerico che utilizza elementi coesivi. Tale modello è stato utilizzato per investigare l’evoluzione del danno e l’accumulo di deformazione plastica nel Flyer Plate Impact Test con differenti profili di carico (onda quadra ed onda triangolare), su rame puro, con l’obiettivo di ottenere una maggiore comprensione dei processi legati alla frattura per spall. Il confronto tra i risultati numerici e i dati sperimentali, [1], disponibili sia in termini di profili di velocità, con particolare riferimento al pull back, sia in forma di metallografie dei dischi impattati, sembra confermare la correttezza del modello proposto e la sua capacità di catturare le caratteristiche distintive osservate negli esperimenti di spall effettuati sia con profili quadri che triangolari.
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