L’autore affronta il tema dell’individuazione dell’età massima di collocamento a riposo per la categoria dei docenti universitari, è divenuto di recente per certi versi scottante, assumendo toni accesi che hanno suscitato un diffuso contenzioso. I problemi odierni nascono dagli effetti prodotti dall’ultimo intervento sul piano generale del legislatore sul punto, sviluppatisi attraverso la modifica all’istituto del prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti di età previsti per il pensionamento, ad opera cd. decreto Brunetta (l. n. 133 del 2008) e applicabile a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L’analisi si concentra sulla categoria che ha creato di recente le maggiori problematiche, quella dei professori associati che avessero esercitato, in virtù della normativa speciale, l’opzione per rimanere in servizio fino ai settanta anni e al contempo avessero richiesto un biennio di proroga della durata del proprio rapporto di lavoro ai sensi della normativa generale. L’autore segue inoltre lo sviluppo recente della normativa, in cui, con un tratto di penna, attraverso le norme introdotte dalla appena approvata riforma “Gelmini” dell’Università (l. n. 240 del 2010), si pone fine al parallelismo delle discipline, rendendo non più applicabile le norme generali per la categoria dei docenti universitari. La medesima normativa interviene anche sui rapporti in corso, con effetti la cui latitudine forma oggetto di apposita analisi. Infine il contributo affronta le prospettive de iure condendo relative all’abbassamento generalizzato dell’età massima di pensionamento per i docenti universitari che ha formato oggetto di una proposta di modifica alla normativa vigente non approvata. Al contempo il tema è giunto al vaglio di recente, in relazione alla legislazione della Bulgaria, anche della Corte di giustizia dell’Unione europea, la cui pronunzia viene analizzata anche con riguardo ai possibili riflessi nel contesto nazionale italiano.

I limiti di età per il pensionamento dei docenti universitari tra normativa generale e normativa speciale

PASSALACQUA, Pasquale
2011

Abstract

L’autore affronta il tema dell’individuazione dell’età massima di collocamento a riposo per la categoria dei docenti universitari, è divenuto di recente per certi versi scottante, assumendo toni accesi che hanno suscitato un diffuso contenzioso. I problemi odierni nascono dagli effetti prodotti dall’ultimo intervento sul piano generale del legislatore sul punto, sviluppatisi attraverso la modifica all’istituto del prosecuzione del rapporto di lavoro oltre i limiti di età previsti per il pensionamento, ad opera cd. decreto Brunetta (l. n. 133 del 2008) e applicabile a tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L’analisi si concentra sulla categoria che ha creato di recente le maggiori problematiche, quella dei professori associati che avessero esercitato, in virtù della normativa speciale, l’opzione per rimanere in servizio fino ai settanta anni e al contempo avessero richiesto un biennio di proroga della durata del proprio rapporto di lavoro ai sensi della normativa generale. L’autore segue inoltre lo sviluppo recente della normativa, in cui, con un tratto di penna, attraverso le norme introdotte dalla appena approvata riforma “Gelmini” dell’Università (l. n. 240 del 2010), si pone fine al parallelismo delle discipline, rendendo non più applicabile le norme generali per la categoria dei docenti universitari. La medesima normativa interviene anche sui rapporti in corso, con effetti la cui latitudine forma oggetto di apposita analisi. Infine il contributo affronta le prospettive de iure condendo relative all’abbassamento generalizzato dell’età massima di pensionamento per i docenti universitari che ha formato oggetto di una proposta di modifica alla normativa vigente non approvata. Al contempo il tema è giunto al vaglio di recente, in relazione alla legislazione della Bulgaria, anche della Corte di giustizia dell’Unione europea, la cui pronunzia viene analizzata anche con riguardo ai possibili riflessi nel contesto nazionale italiano.
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