Tra le differenti tipologie di degrado superficiale che interessano le miscele bituminose, il distacco di inerti dovuto alle azioni trasmesse dal traffico (ravelling) rappresenta certamente uno dei più rilevanti e complessi soprattutto per quanto riguarda i manti bituminosi drenanti. Pur esistendo diverse esperienze di laboratorio che consentono di valutare il potenziale sgranamento, poche sono le prove in sito che consentono di stimare la suscettività al ravelling ed ancora più rari sono i modelli previsionali per la stima dell’evoluzione di questo tipo di degrado. In questo lavoro, partendo da un nuovo metodo di prova già proposto dagli autori per la valutazione della suscettività allo sgranamento dei manti di usura in conglomerato bituminoso, dove la perdita di inerti ottenuta mediante l’esecuzione di prove di sterzatura da fermo può essere prevista in funzione dell’energia dissipata per attrito durante la prova ed in funzione delle proprietà meccaniche della miscela, viene illustrata una originale proposta metodologica per la previsione dell’evoluzione dello sgranamento. Tale metodologia riprende l’approccio suggerito nei modelli HDM 4 individuando un modello di innesco per lo sgranamento ed un modello di propagazione. In particolare, il modello di innesco viene calibrato mediante l’ausilio di rilievi visivi delle aree ammalorate e del parametro di suscettività allo sgranamento ricavato dalle prove di sterzatura, mentre, per il modello di propagazione, viene proposta una nuova formulazione anch’essa basata sui dati rilevati in sito. La previsione dell’evoluzione del degrado ottenuta con tale metodo potrebbe consentire di evidenziare eventuali criticità e di mettere in atto opportuni provvedimenti correttivi anche immediatamente dopo la stesa dei manti.

Un approccio metodologico per la valutazione dell’evoluzione dellosgranamento (ravelling) nei manti di usura.

D'APUZZO, Mauro;
2010

Abstract

Tra le differenti tipologie di degrado superficiale che interessano le miscele bituminose, il distacco di inerti dovuto alle azioni trasmesse dal traffico (ravelling) rappresenta certamente uno dei più rilevanti e complessi soprattutto per quanto riguarda i manti bituminosi drenanti. Pur esistendo diverse esperienze di laboratorio che consentono di valutare il potenziale sgranamento, poche sono le prove in sito che consentono di stimare la suscettività al ravelling ed ancora più rari sono i modelli previsionali per la stima dell’evoluzione di questo tipo di degrado. In questo lavoro, partendo da un nuovo metodo di prova già proposto dagli autori per la valutazione della suscettività allo sgranamento dei manti di usura in conglomerato bituminoso, dove la perdita di inerti ottenuta mediante l’esecuzione di prove di sterzatura da fermo può essere prevista in funzione dell’energia dissipata per attrito durante la prova ed in funzione delle proprietà meccaniche della miscela, viene illustrata una originale proposta metodologica per la previsione dell’evoluzione dello sgranamento. Tale metodologia riprende l’approccio suggerito nei modelli HDM 4 individuando un modello di innesco per lo sgranamento ed un modello di propagazione. In particolare, il modello di innesco viene calibrato mediante l’ausilio di rilievi visivi delle aree ammalorate e del parametro di suscettività allo sgranamento ricavato dalle prove di sterzatura, mentre, per il modello di propagazione, viene proposta una nuova formulazione anch’essa basata sui dati rilevati in sito. La previsione dell’evoluzione del degrado ottenuta con tale metodo potrebbe consentire di evidenziare eventuali criticità e di mettere in atto opportuni provvedimenti correttivi anche immediatamente dopo la stesa dei manti.
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