Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi studi epidemiologici nell’ottica di stimare gli effetti del particolato atmosferico (PM) sulla salute umana, in particolare dal punto di vista cardiovascolare e respiratorio. Particolare attenzione è stata prestata al particolato fine (PM2.5) e ultrafine (UFPs, polveri con diametro aerodinamico equivalente inferiore a 100 nm), ma non c’è unanime consenso nella comunità scientifica su quale caratteristica e/o proprietà del particolato possa causare i maggiori danni sulla salute umana. I dati storici delle emissioni evidenziano che il principale contributo in termini di particolato fine e ultrafine è dovuto alle attività antropiche, a processi industriali e al traffico veicolare. È, quindi, rilevante caratterizzare sia le sorgenti di emissione sia l’evoluzione dimensionale del particolato al fine di determinare la distribuzione di aerosol e una valutazione dell’esposizione in un’area a elevata pressione antropica. Negli ultimi 10-15 anni si è assistito a un rapido sviluppo tecnologico nel settore dell’incenerimento dei rifiuti, grazie anche alla specifica legislazione in alcuni paesi europei che obbliga le industrie a ridurre le emissioni tossiche derivanti dagli impianti d’incenerimento cittadini (MWIs). Di conseguenza, sono utilizzate le migliori tecnologie disponibili per il trattamento delle emissioni al camino al fine di rendere questi impianti ecologicamente sostenibili. Tuttavia, ad oggi non sono stati sviluppati né specifici apparati di abbattimento di UFPs, né condotte specifiche campagne di misura e monitoraggio presso gli impianti. Il presente lavoro descrive la campagna sperimentale volta al monitoraggio delle UFPs condotta presso l’inceneritore di CDR di San Vittore del Lazio (FR). In particolare, sono state misurate distribuzioni dimensionali e concentrazioni totali di polveri sia in emissione sia a monte del filtro a maniche. Inoltre, è stata eseguita una caratterizzazione chimica delle UFP in termini di metalli pesanti mediante la tecnica di analisi per attivazione neutronica strumentale (INAA).

Caratterizzazione delle polveri ultrafini emesse da un impianto di incenerimento di combustibile derivato dai rifiuti (CDR)

BUONANNO, Giorgio;STABILE, Luca;VIGO, Paolo;
2010

Abstract

Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi studi epidemiologici nell’ottica di stimare gli effetti del particolato atmosferico (PM) sulla salute umana, in particolare dal punto di vista cardiovascolare e respiratorio. Particolare attenzione è stata prestata al particolato fine (PM2.5) e ultrafine (UFPs, polveri con diametro aerodinamico equivalente inferiore a 100 nm), ma non c’è unanime consenso nella comunità scientifica su quale caratteristica e/o proprietà del particolato possa causare i maggiori danni sulla salute umana. I dati storici delle emissioni evidenziano che il principale contributo in termini di particolato fine e ultrafine è dovuto alle attività antropiche, a processi industriali e al traffico veicolare. È, quindi, rilevante caratterizzare sia le sorgenti di emissione sia l’evoluzione dimensionale del particolato al fine di determinare la distribuzione di aerosol e una valutazione dell’esposizione in un’area a elevata pressione antropica. Negli ultimi 10-15 anni si è assistito a un rapido sviluppo tecnologico nel settore dell’incenerimento dei rifiuti, grazie anche alla specifica legislazione in alcuni paesi europei che obbliga le industrie a ridurre le emissioni tossiche derivanti dagli impianti d’incenerimento cittadini (MWIs). Di conseguenza, sono utilizzate le migliori tecnologie disponibili per il trattamento delle emissioni al camino al fine di rendere questi impianti ecologicamente sostenibili. Tuttavia, ad oggi non sono stati sviluppati né specifici apparati di abbattimento di UFPs, né condotte specifiche campagne di misura e monitoraggio presso gli impianti. Il presente lavoro descrive la campagna sperimentale volta al monitoraggio delle UFPs condotta presso l’inceneritore di CDR di San Vittore del Lazio (FR). In particolare, sono state misurate distribuzioni dimensionali e concentrazioni totali di polveri sia in emissione sia a monte del filtro a maniche. Inoltre, è stata eseguita una caratterizzazione chimica delle UFP in termini di metalli pesanti mediante la tecnica di analisi per attivazione neutronica strumentale (INAA).
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