Il Territorio governato dall’Abbazia di Montecassino, cioè la Terra Sancti Benedicti, nasce nell’VIII secolo da varie donazioni e cospicue concessioni territoriali dei conti di Aquino, Teano, Comino, Venafro e dai duchi di Gaeta, in seguito gli abati che si sono succeduti nel corso di questo periodo (744-833), hanno fatto sorgere, nelle zone più fertili e popolate, una serie di piccoli monasteri, detti anche cellae dai quali il territorio prese anche il nome di “Valle dei Santi”. Questo periodo, indicato come epoca delle cellæ o delle curtis, presentava un ordinamento della proprietà strutturato sull’organizzazione della curtis romana; ogni singolo elemento infatti, tendeva a realizzare la completa autosufficienza economica, pur continuando a dipendere completamente per la parte amministrativa e di governo dall’abbazia di Montecassino. La fine di prima questa fase della Terra di S. Benedetto coincide con le incursioni saracene che determinano le fortificazioni delle cittadine sorte intorno al monastero, dando origine al fenomeno conosciuto come incastellamento. La seconda fase della formazione del territorio governato da Montecassino, databile tra la fine del IX e l’XI secolo e contraddistinto dalla presenza normanna in Italia meridionale, vede il consolidamento dei nuclei nati come celle del monastero secondo la struttura curtense ed un loro fenomeno di fortificazione, che li trasforma in castra. La stabilizzazione dell’organizzazione castense, nel XII e XIII secolo, assicura la restaurazione ed il consolidamento del dominio temporale e religioso dell’abbazia. In conclusione si può a buona ragione ritenere la costituzione prima delle celle monastiche e poi dei castrum un elemento fondante per questa porzione del territorio del Lazio Meridionale prima e poi via via di un territorio sempre più vasto poiché Montecassino e …le abbazie benedettine precedono nel tempo il formarsi dei liberi comuni e gli stessi stati d’Europa. (G. Zander)

LA TERRA DI S. BENEDETTO. DALLA CURTIS AL CASTRUM

CIGOLA, Michela;PELLICCIO, Assunta;
2009

Abstract

Il Territorio governato dall’Abbazia di Montecassino, cioè la Terra Sancti Benedicti, nasce nell’VIII secolo da varie donazioni e cospicue concessioni territoriali dei conti di Aquino, Teano, Comino, Venafro e dai duchi di Gaeta, in seguito gli abati che si sono succeduti nel corso di questo periodo (744-833), hanno fatto sorgere, nelle zone più fertili e popolate, una serie di piccoli monasteri, detti anche cellae dai quali il territorio prese anche il nome di “Valle dei Santi”. Questo periodo, indicato come epoca delle cellæ o delle curtis, presentava un ordinamento della proprietà strutturato sull’organizzazione della curtis romana; ogni singolo elemento infatti, tendeva a realizzare la completa autosufficienza economica, pur continuando a dipendere completamente per la parte amministrativa e di governo dall’abbazia di Montecassino. La fine di prima questa fase della Terra di S. Benedetto coincide con le incursioni saracene che determinano le fortificazioni delle cittadine sorte intorno al monastero, dando origine al fenomeno conosciuto come incastellamento. La seconda fase della formazione del territorio governato da Montecassino, databile tra la fine del IX e l’XI secolo e contraddistinto dalla presenza normanna in Italia meridionale, vede il consolidamento dei nuclei nati come celle del monastero secondo la struttura curtense ed un loro fenomeno di fortificazione, che li trasforma in castra. La stabilizzazione dell’organizzazione castense, nel XII e XIII secolo, assicura la restaurazione ed il consolidamento del dominio temporale e religioso dell’abbazia. In conclusione si può a buona ragione ritenere la costituzione prima delle celle monastiche e poi dei castrum un elemento fondante per questa porzione del territorio del Lazio Meridionale prima e poi via via di un territorio sempre più vasto poiché Montecassino e …le abbazie benedettine precedono nel tempo il formarsi dei liberi comuni e gli stessi stati d’Europa. (G. Zander)
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