Pubblicato in un volume che raccoglie gli atti di un convegno internazionale organizzato per la ricorrenza del quinto centenario dall’invenzione della stampa musicale a caratteri mobili, il saggio si concentra sulle riprese novecentesche dell’Odhecaton A, pubblicato da Ottaviano Petrucci nel 1501, per avviare una più ampia riflessione sull’influenza delle tecniche rinascimentali nella musica dei compositori attivi a Venezia intorno alla metà del XX secolo. L’ipotesi che le prime stampe musicali abbiano attirato in quegli anni non solo l’interesse di bibliofili e studiosi, ma anche di importanti artisti, è un luogo comune dell’interpretazione storiografica che tuttavia non è mai stato supportato da un’adeguata ricerca d’archivio. Attraverso l’esame di numerosi documenti conservati presso l’Archivio Nono di Venezia e la Paul Sacher Stiftung di Basilea, il saggio propone una ricostruzione del contesto culturale che ha dato vita a questo fenomeno mettendo in luce il ruolo svolto da Gianfrancesco Malipiero nell’orientare musicisti più giovani, come Bruno Maderna e Luigi Nono, verso la lettura, l’analisi e la trascrizione dei testi antichi. L’effettiva incidenza di queste attività di studio sulla loro esperienza creativa viene verificata attraverso l’analisi di schizzi, abbozzi e materiali preparatori che documentano la genesi di varie opere composte da Nono e Maderna tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta; dimostrando, in definitiva, come l’interesse di questi artisti nei confronti delle prime stampe musicali si colloca nell’ambito di una più generale attitudine a valorizzare la memoria storica, reinventando certe tecniche del passato in base alle esigenze del proprio presente estetico.

Memorie di Petrucci a Venezia, quattro secoli dopo

PASTICCI, Susanna
2005

Abstract

Pubblicato in un volume che raccoglie gli atti di un convegno internazionale organizzato per la ricorrenza del quinto centenario dall’invenzione della stampa musicale a caratteri mobili, il saggio si concentra sulle riprese novecentesche dell’Odhecaton A, pubblicato da Ottaviano Petrucci nel 1501, per avviare una più ampia riflessione sull’influenza delle tecniche rinascimentali nella musica dei compositori attivi a Venezia intorno alla metà del XX secolo. L’ipotesi che le prime stampe musicali abbiano attirato in quegli anni non solo l’interesse di bibliofili e studiosi, ma anche di importanti artisti, è un luogo comune dell’interpretazione storiografica che tuttavia non è mai stato supportato da un’adeguata ricerca d’archivio. Attraverso l’esame di numerosi documenti conservati presso l’Archivio Nono di Venezia e la Paul Sacher Stiftung di Basilea, il saggio propone una ricostruzione del contesto culturale che ha dato vita a questo fenomeno mettendo in luce il ruolo svolto da Gianfrancesco Malipiero nell’orientare musicisti più giovani, come Bruno Maderna e Luigi Nono, verso la lettura, l’analisi e la trascrizione dei testi antichi. L’effettiva incidenza di queste attività di studio sulla loro esperienza creativa viene verificata attraverso l’analisi di schizzi, abbozzi e materiali preparatori che documentano la genesi di varie opere composte da Nono e Maderna tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta; dimostrando, in definitiva, come l’interesse di questi artisti nei confronti delle prime stampe musicali si colloca nell’ambito di una più generale attitudine a valorizzare la memoria storica, reinventando certe tecniche del passato in base alle esigenze del proprio presente estetico.
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