ABSTRACT: Il contributo intende dimostrare come lo sport, specie per le persone con disabilità, possa oggi essere quali!cato come diritto sociale in senso proprio. Da questa quali!cazione discendono le conseguenze proprie di ogni diritto sociale !nanziariamente condizionato, secondo cui la sua a"ermazione non può essere immediata, ma richiede di procedere per gradi e attraverso il bilanciamento con le risorse !nanziarie disponibili. Da qui, la ri#essione sulla possibilità di includere lo sport, come diritto sociale che si riferisce anzitutto alle persone con disabilità, negli atti di programmazione sociale territoriale esistente, in particolare all’interno del Piano Sociale di Zona. Il confronto con la prassi amministrativa restituisce, tuttavia, un quadro ancora disomogeneo, in cui lo sport risulta perlopiù assente dagli atti di programmazione territoriale, o ricondotto alla sola funzione sanitaria: una distanza che il contributo tenta di colmare proponendo un meccanismo di coordinamento tra Piano di Zona e Progetto di vita individuale, capace di alimentare, nel tempo, il consolidamento di questo diritto sociale ancora in via di affermazione. ABSTRACT: This contribution demonstrates how sport, particularly for persons with disabilities, may today be quali!ed as a social right. This quali!cation carries the consequences typical of every !nancially conditioned social right: its a"rmation cannot be immediate, but must proceed gradually, anchored !rst to particularly vulnerable groups such as persons with disabilities, and integrated into existing social planning rather than competing with it. The paper then examines whether the Social Zone Plan constitutes the most suitable instrument for this purpose. Comparison with administrative practice reveals an uneven picture, in which sport remains largely absent from territorial planning, or reduced to a merely health-related function. The paper concludes by proposing a coordination mechanism between the Social Zone Plan and the individual life project, capable of fostering the gradual consolidation of this still emerging social right.

Lo sport come diritto sociale della persona con disabilità. Dal riconoscimento costituzionale al vuoto nella programmazione sociale territoriale

Lorenza Tomassi
2026-01-01

Abstract

ABSTRACT: Il contributo intende dimostrare come lo sport, specie per le persone con disabilità, possa oggi essere quali!cato come diritto sociale in senso proprio. Da questa quali!cazione discendono le conseguenze proprie di ogni diritto sociale !nanziariamente condizionato, secondo cui la sua a"ermazione non può essere immediata, ma richiede di procedere per gradi e attraverso il bilanciamento con le risorse !nanziarie disponibili. Da qui, la ri#essione sulla possibilità di includere lo sport, come diritto sociale che si riferisce anzitutto alle persone con disabilità, negli atti di programmazione sociale territoriale esistente, in particolare all’interno del Piano Sociale di Zona. Il confronto con la prassi amministrativa restituisce, tuttavia, un quadro ancora disomogeneo, in cui lo sport risulta perlopiù assente dagli atti di programmazione territoriale, o ricondotto alla sola funzione sanitaria: una distanza che il contributo tenta di colmare proponendo un meccanismo di coordinamento tra Piano di Zona e Progetto di vita individuale, capace di alimentare, nel tempo, il consolidamento di questo diritto sociale ancora in via di affermazione. ABSTRACT: This contribution demonstrates how sport, particularly for persons with disabilities, may today be quali!ed as a social right. This quali!cation carries the consequences typical of every !nancially conditioned social right: its a"rmation cannot be immediate, but must proceed gradually, anchored !rst to particularly vulnerable groups such as persons with disabilities, and integrated into existing social planning rather than competing with it. The paper then examines whether the Social Zone Plan constitutes the most suitable instrument for this purpose. Comparison with administrative practice reveals an uneven picture, in which sport remains largely absent from territorial planning, or reduced to a merely health-related function. The paper concludes by proposing a coordination mechanism between the Social Zone Plan and the individual life project, capable of fostering the gradual consolidation of this still emerging social right.
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