Il cambiamento demografico e l’aumento delle cronicità in Italia impongono un urgente cambio di paradigma, transitando dalla cura clinica a strategie integrate incentrate sui determinanti sociali di salute. Il rischio di isolamento sociale è una minaccia concreta: secondo i dati di Passi d'Argento (2023–2024), circa il 15% degli over 65 in Italia ne è a rischio. In questo scenario, il modello di Social Prescribing (SP) già presente in realtà come Regno Unito e Portogallo in Europa emerge come un intervento non medico chiave per rafforzare il benessere. L'SP, con il suo approccio centrato sulla persona e il riconoscimento dei fattori psicosociali come determinanti sociali di salute, si allinea perfettamente alla missione del Servizio Sociale. L'obiettivo della ricerca era mappare i bisogni della popolazione anziana e valutare la percezione e la preparazione degli assistenti sociali (AS) rispetto al SP, somministrando un questionario strutturato a 103 assistenti sociali attivi nei servizi per anziani del Lazio. I dati sono stati raccolti tra marzo e giugno 2025 attraverso il canale ufficiale del CROAS Lazio. I risultati rivelano che i bisogni primari insoddisfatti tra gli anziani sono l'isolamento e la socializzazione, area che, secondo la letteratura scientifica sul tema, il SP è universalmente riconosciuto come efficace nell'indirizzare. L'allineamento professionale è eccezionale: il 96,1% degli AS riconosce la centralità del proprio ruolo nell'SP, e il 97,1% esprime interesse per una formazione specifica. Questa straordinaria prontezza professionale è, tuttavia, bloccata da profonde barriere strutturali, mancanza di fondi (oltre l'80%), il limitato riconoscimento istituzionale (55%) e la scarsa coordinazione tra servizi (30%). Il successo del SP in Italia non dipende più dalla volontà del professionista, ma dalla volontà politica di investire in mandati operativi formali, protocolli standardizzati e di collocare la figura dell'Assistente sociale centrale nel discorso sulla salute pubblica.

Esplorare il potenziale del social prescribing per l’Healthy Aging attraverso le prospettive degli assistenti sociali della Regione Lazio

Russo Giuseppina
2026-01-01

Abstract

Il cambiamento demografico e l’aumento delle cronicità in Italia impongono un urgente cambio di paradigma, transitando dalla cura clinica a strategie integrate incentrate sui determinanti sociali di salute. Il rischio di isolamento sociale è una minaccia concreta: secondo i dati di Passi d'Argento (2023–2024), circa il 15% degli over 65 in Italia ne è a rischio. In questo scenario, il modello di Social Prescribing (SP) già presente in realtà come Regno Unito e Portogallo in Europa emerge come un intervento non medico chiave per rafforzare il benessere. L'SP, con il suo approccio centrato sulla persona e il riconoscimento dei fattori psicosociali come determinanti sociali di salute, si allinea perfettamente alla missione del Servizio Sociale. L'obiettivo della ricerca era mappare i bisogni della popolazione anziana e valutare la percezione e la preparazione degli assistenti sociali (AS) rispetto al SP, somministrando un questionario strutturato a 103 assistenti sociali attivi nei servizi per anziani del Lazio. I dati sono stati raccolti tra marzo e giugno 2025 attraverso il canale ufficiale del CROAS Lazio. I risultati rivelano che i bisogni primari insoddisfatti tra gli anziani sono l'isolamento e la socializzazione, area che, secondo la letteratura scientifica sul tema, il SP è universalmente riconosciuto come efficace nell'indirizzare. L'allineamento professionale è eccezionale: il 96,1% degli AS riconosce la centralità del proprio ruolo nell'SP, e il 97,1% esprime interesse per una formazione specifica. Questa straordinaria prontezza professionale è, tuttavia, bloccata da profonde barriere strutturali, mancanza di fondi (oltre l'80%), il limitato riconoscimento istituzionale (55%) e la scarsa coordinazione tra servizi (30%). Il successo del SP in Italia non dipende più dalla volontà del professionista, ma dalla volontà politica di investire in mandati operativi formali, protocolli standardizzati e di collocare la figura dell'Assistente sociale centrale nel discorso sulla salute pubblica.
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