Nel rispetto del Next Generation EU (NGEU, 2020) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, 2021), la pedagogia è interpellata, affinché individui percorsi di inclusione e coesione (missione 5 del PNRR), che contrastino l’edificazione di società dei diseguali (Piketty, Warren, 2016). Ciò richiede la promozione di una razionalità emancipativa (Striano, 2018), necessaria per accompagnare le transizioni dell’esistenza e delle comunità verso uno sviluppo giusto e solidale. Occorre prestare attenzione alla cura dei beni comuni (materiali e immateriali – Zamagni, 2020), tra i quali rientrano l’educazione e la democrazia. Solo un impegno condiviso può puntare alla costruzione di ecosistemi formativi capacitanti (Ellerani, 2020). Alla luce di tale imprescindibile premessa, si ritiene che una funzione cardine sia svolta dal mutuo riconoscimento (anche simbolico – Ricoeur, 2005), da leggere quale agire problematico, rispecchiante la complessità del vivere. Esso va collocato nell’àmbito della dialettica misconoscimento (apaideusia)/riconoscimento (paideia), per indagarne pure le criticità e il connaturale carattere conflittuale. Di fronte alle emergenze socio-culturali (sempre più cogenti), concretare il riconoscimento, ovvero lottare contro il diniego riconoscitivo e le conseguenti e molteplici tipologie di diseguaglianze/discriminazioni, chiama in causa l’intera comunità educante e politica, in vista dell’edificazione di una società equa, inclusiva, solidale e resiliente.
Riconoscimento e transizioni. Per una società equa, inclusiva, solidale e resiliente
Claudia Spina
2025-01-01
Abstract
Nel rispetto del Next Generation EU (NGEU, 2020) e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, 2021), la pedagogia è interpellata, affinché individui percorsi di inclusione e coesione (missione 5 del PNRR), che contrastino l’edificazione di società dei diseguali (Piketty, Warren, 2016). Ciò richiede la promozione di una razionalità emancipativa (Striano, 2018), necessaria per accompagnare le transizioni dell’esistenza e delle comunità verso uno sviluppo giusto e solidale. Occorre prestare attenzione alla cura dei beni comuni (materiali e immateriali – Zamagni, 2020), tra i quali rientrano l’educazione e la democrazia. Solo un impegno condiviso può puntare alla costruzione di ecosistemi formativi capacitanti (Ellerani, 2020). Alla luce di tale imprescindibile premessa, si ritiene che una funzione cardine sia svolta dal mutuo riconoscimento (anche simbolico – Ricoeur, 2005), da leggere quale agire problematico, rispecchiante la complessità del vivere. Esso va collocato nell’àmbito della dialettica misconoscimento (apaideusia)/riconoscimento (paideia), per indagarne pure le criticità e il connaturale carattere conflittuale. Di fronte alle emergenze socio-culturali (sempre più cogenti), concretare il riconoscimento, ovvero lottare contro il diniego riconoscitivo e le conseguenti e molteplici tipologie di diseguaglianze/discriminazioni, chiama in causa l’intera comunità educante e politica, in vista dell’edificazione di una società equa, inclusiva, solidale e resiliente.| File | Dimensione | Formato | |
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