Di fatto, si tratta della combinazione di due riflessioni, tra di loro annodate da un filo che attraversa trent’anni della mia storia personale, e che prova a mettere assieme le memorie, quelle che hanno resistito alla furia dell’oblio, con il mio lavoro di pedagogista impegnato a osservare la realtà educativa di questi anni. Nell’organizzazione del testo ho cercato di mantenere questa doppia struttura: la prima parte, Cronache d’infanzia, è un tentativo personale e intimo di raccontare alcuni spezzoni della mia infanzia, non perché io abbia la pretesa che siano di troppo interesse per il vasto pubblico ma perché, pensando alla seconda parte del testo, credo possano dare qualche spunto di riflessione interessante. Nello sviluppo della prima parte non mi limiterò a raccontare gli accaduti facendomi dettare le parole dal cuore e dalle emozioni che ancora oggi mi suscitano, ma proverò a fare entrare anche la ragione del pedagogista, con spunti di riflessione su quanto mi è accaduto. Immaginate, se possibile, un adulto che cerca nei ricordi della sua infanzia, che li racconta a cuore aperto ma che poi non può fare a meno di commentarli con le chiavi di lettura che ha sviluppato con il lavoro e gli studi. La seconda parte, Appunti di pedagogia collettiva, prova, invece a inver- tire i ruoli. In questo caso è il lavoro del pedagogista che prende spazio nel tentativo di decifrare quanto sta avvenendo oggi, in un periodo di generale crisi dei sistemi educativi. Rimane una parte rivolta al passato, al mio pas- sato, ma posta sullo sfondo per lasciare spazio a riflessioni e analisi meno emotive. Affrontiamo un periodo di grandi mutamenti sociali e culturali e rimane urgente una riflessione sul ruolo dell’educazione.

Cronaca di un’infanzia. Appunti di pedagogia collettiva

Simone Digennaro
2026-01-01

Abstract

Di fatto, si tratta della combinazione di due riflessioni, tra di loro annodate da un filo che attraversa trent’anni della mia storia personale, e che prova a mettere assieme le memorie, quelle che hanno resistito alla furia dell’oblio, con il mio lavoro di pedagogista impegnato a osservare la realtà educativa di questi anni. Nell’organizzazione del testo ho cercato di mantenere questa doppia struttura: la prima parte, Cronache d’infanzia, è un tentativo personale e intimo di raccontare alcuni spezzoni della mia infanzia, non perché io abbia la pretesa che siano di troppo interesse per il vasto pubblico ma perché, pensando alla seconda parte del testo, credo possano dare qualche spunto di riflessione interessante. Nello sviluppo della prima parte non mi limiterò a raccontare gli accaduti facendomi dettare le parole dal cuore e dalle emozioni che ancora oggi mi suscitano, ma proverò a fare entrare anche la ragione del pedagogista, con spunti di riflessione su quanto mi è accaduto. Immaginate, se possibile, un adulto che cerca nei ricordi della sua infanzia, che li racconta a cuore aperto ma che poi non può fare a meno di commentarli con le chiavi di lettura che ha sviluppato con il lavoro e gli studi. La seconda parte, Appunti di pedagogia collettiva, prova, invece a inver- tire i ruoli. In questo caso è il lavoro del pedagogista che prende spazio nel tentativo di decifrare quanto sta avvenendo oggi, in un periodo di generale crisi dei sistemi educativi. Rimane una parte rivolta al passato, al mio pas- sato, ma posta sullo sfondo per lasciare spazio a riflessioni e analisi meno emotive. Affrontiamo un periodo di grandi mutamenti sociali e culturali e rimane urgente una riflessione sul ruolo dell’educazione.
2026
978-88-590-4699-8
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