L’articolo indaga il rapporto tra protagoniste femminili e mare nel corpus delle Fiabe italiane di Italo Calvino, ponendolo in dialogo con la storia degli studi fiabistici e con le riflessioni critiche sui limiti dei metodi classificatori tradizionali (Aarne-Thompson, Propp), spesso inclini a marginalizzare il personaggio femminile. Dopo aver ripercorso la posizione di Calvino e i contributi degli studi di genere, la ricerca si concentra su quattro fiabe in cui l’elemento acquatico riveste un ruolo centrale: n. 75, Il Drago e la cavallina fatata; n. 101, Belmiele e Belsole; n. 103, Maria di Legno; n. 132, La sposa sirena. L’intento è di individuare le modalità di interazione tra protagonista e mare all’interno delle Fiabe per poter ragionare sui margini di agency che il personaggio femminile acquisisce in questi contesti. Nel quadro della fiaba italiana il mar Mediterraneo emerge come “non luogo” narrativo, spazio di passaggio o rinascita che segna cesure decisive nella trama, pur senza assumere la dimensione epica o verticale tipica delle tradizioni nord-europee. Lo studio dimostra come, anche in un contesto narrativo segnato da gerarchie rigide, il contatto con il mare costituisca per la protagonista un momento di svolta, capace di ridisegnare le trame del fiabesco.

Attraverso le onde : donne e mare nelle Fiabe italiane di Calvino

Gregorio, Elisa
2026-01-01

Abstract

L’articolo indaga il rapporto tra protagoniste femminili e mare nel corpus delle Fiabe italiane di Italo Calvino, ponendolo in dialogo con la storia degli studi fiabistici e con le riflessioni critiche sui limiti dei metodi classificatori tradizionali (Aarne-Thompson, Propp), spesso inclini a marginalizzare il personaggio femminile. Dopo aver ripercorso la posizione di Calvino e i contributi degli studi di genere, la ricerca si concentra su quattro fiabe in cui l’elemento acquatico riveste un ruolo centrale: n. 75, Il Drago e la cavallina fatata; n. 101, Belmiele e Belsole; n. 103, Maria di Legno; n. 132, La sposa sirena. L’intento è di individuare le modalità di interazione tra protagonista e mare all’interno delle Fiabe per poter ragionare sui margini di agency che il personaggio femminile acquisisce in questi contesti. Nel quadro della fiaba italiana il mar Mediterraneo emerge come “non luogo” narrativo, spazio di passaggio o rinascita che segna cesure decisive nella trama, pur senza assumere la dimensione epica o verticale tipica delle tradizioni nord-europee. Lo studio dimostra come, anche in un contesto narrativo segnato da gerarchie rigide, il contatto con il mare costituisca per la protagonista un momento di svolta, capace di ridisegnare le trame del fiabesco.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11580/124723
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
social impact