Nella sua conferenza su Darwin e l’arte, F. De Sanctis cerca di rendere conto degli effetti che il Darwinismo avrebbe determinato sulla cultura europea. De Sanctis è cosciente che la teoria dell’evoluzione delle specie viventi mette a fuoco processi vitali (incentrati in particolare sulla nozione di organismo) che 1) non trovano alcuna giustificazione razionale se non il fatto che si sono prodotti e, per questa ragione, 2) sono essenzialmente contingenti, ossia non rispondenti a un canone di qualsiasi genere. Ciò che emerge è la vita stessa nella sua forza irrazionale, e questa irrompe nell’arte determinando l’abbandono di canoni estetici precedenti e una sperimentazione da laboratorio che mira a cogliere la vita per quella che è, perfino nei suoi aspetti meno belli o meno morali. C’è poi una seconda chiave di lettura della conferenza : cosa la teoria dell’evoluzione biologica ci insegna e ci permette di comprendere dell’evoluzione culturale. Di fatto, con le dovute differenze, l’evoluzione culturale segue uno schema darwiniano : l’evoluzione prende le mosse da una situazione di iniziale variabilità su cui poi interviene la selezione naturale, e infine viene trasmesso alle generazioni future ciò che non è stato scartato. Mutatis mutandis, la selezione su un piano culturale è rappresentata dalla recezione da parte del pubblico delle opere d’arte (che rappresentano qui la variabilità), per cui quelle che vengono premiate sono poi trasmesse alle generazioni successive.
Il Darwinismo come sfida alla cultura: la recezione di de Sanctis”
Gennaro Auletta
2025-01-01
Abstract
Nella sua conferenza su Darwin e l’arte, F. De Sanctis cerca di rendere conto degli effetti che il Darwinismo avrebbe determinato sulla cultura europea. De Sanctis è cosciente che la teoria dell’evoluzione delle specie viventi mette a fuoco processi vitali (incentrati in particolare sulla nozione di organismo) che 1) non trovano alcuna giustificazione razionale se non il fatto che si sono prodotti e, per questa ragione, 2) sono essenzialmente contingenti, ossia non rispondenti a un canone di qualsiasi genere. Ciò che emerge è la vita stessa nella sua forza irrazionale, e questa irrompe nell’arte determinando l’abbandono di canoni estetici precedenti e una sperimentazione da laboratorio che mira a cogliere la vita per quella che è, perfino nei suoi aspetti meno belli o meno morali. C’è poi una seconda chiave di lettura della conferenza : cosa la teoria dell’evoluzione biologica ci insegna e ci permette di comprendere dell’evoluzione culturale. Di fatto, con le dovute differenze, l’evoluzione culturale segue uno schema darwiniano : l’evoluzione prende le mosse da una situazione di iniziale variabilità su cui poi interviene la selezione naturale, e infine viene trasmesso alle generazioni future ciò che non è stato scartato. Mutatis mutandis, la selezione su un piano culturale è rappresentata dalla recezione da parte del pubblico delle opere d’arte (che rappresentano qui la variabilità), per cui quelle che vengono premiate sono poi trasmesse alle generazioni successive.| File | Dimensione | Formato | |
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