La presenza asburgica nei territori italiani in età moderna innescò un intreccio fitto di relazioni politiche, committenze artistiche e scambi culturali che, dal Mediterraneo alle città della Mitteleuropa, contribuì a ridefinire equilibri e identità. Sicilia, Sardegna e Napoli furono laboratori privilegiati di sperimentazione e di istituzionalizzazione del potere imperiale, mentre Roma, centro diplomatico per eccellenza, si configurò sempre più come crocevia di reti culturali e spazio di negoziazione simbolica tra le élites europee. L’Italia settentrionale, in particolare Lombardia e Veneto, per tradizione e conformazione geografica si impose come area di contatto, proiettata verso il mondo germanico e capace di recepirne e trasformarne le istanze culturali. Accademie e collezioni, insieme alla mobilità di artisti, architetti, ingegneri e uomini di corte offrirono scenari privilegiati di confronto, di mediazione e di circolazione di modelli, in cui il dialogo con Vienna si intrecciava alle esigenze locali. Il volume restituisce così l’immagine di un’Italia austriaca intesa come spazio dinamico e composito aperto agli scambi di persone, idee, oggetti, in cui le tensioni tra centro e periferia si tradussero in nuove forme di rappresentazione e in identità artistiche ibride. Nelle interazioni tra domini italiani e corte austriaca si delinea un mosaico di territori diversi, eppure profondamente interconnessi, la cui esperienza contribuì in maniera decisiva alla formazione della cultura europea tra xvi e xviii secolo.
Italia Austriaca. Dinamiche artistiche, reti e spazi di scambio culturale
Cecilia Mazzetti di Pietralata;
2026-01-01
Abstract
La presenza asburgica nei territori italiani in età moderna innescò un intreccio fitto di relazioni politiche, committenze artistiche e scambi culturali che, dal Mediterraneo alle città della Mitteleuropa, contribuì a ridefinire equilibri e identità. Sicilia, Sardegna e Napoli furono laboratori privilegiati di sperimentazione e di istituzionalizzazione del potere imperiale, mentre Roma, centro diplomatico per eccellenza, si configurò sempre più come crocevia di reti culturali e spazio di negoziazione simbolica tra le élites europee. L’Italia settentrionale, in particolare Lombardia e Veneto, per tradizione e conformazione geografica si impose come area di contatto, proiettata verso il mondo germanico e capace di recepirne e trasformarne le istanze culturali. Accademie e collezioni, insieme alla mobilità di artisti, architetti, ingegneri e uomini di corte offrirono scenari privilegiati di confronto, di mediazione e di circolazione di modelli, in cui il dialogo con Vienna si intrecciava alle esigenze locali. Il volume restituisce così l’immagine di un’Italia austriaca intesa come spazio dinamico e composito aperto agli scambi di persone, idee, oggetti, in cui le tensioni tra centro e periferia si tradussero in nuove forme di rappresentazione e in identità artistiche ibride. Nelle interazioni tra domini italiani e corte austriaca si delinea un mosaico di territori diversi, eppure profondamente interconnessi, la cui esperienza contribuì in maniera decisiva alla formazione della cultura europea tra xvi e xviii secolo.| File | Dimensione | Formato | |
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