Le clausole sociali rappresentano il principale strumento attraverso cui l’ordinamento si prefigge di tutelare determinati interessi nell’ambito dei contratti pubblici. Tale mezzo, tuttavia, non è unico ed omogeneo, ma si declina in una pluralità di tecniche normative, a cui corrispondono plurimi interessi ritenuti giuridicamente rilevanti e meritevoli di protezione (e promozione), ciascuno dei quali è riconducibile a un diverso modello (o a una diversa “generazione”) di clausola. All’eterogeneità di tale strumento si contrappone, in ogni caso, la comune finalità di tutela del lavoro nell’ambito dei processi di esternalizzazione, la quale non si esaurisce nella (sola) diretta protezione del lavoratore subordinato, ma si estende anche alla regolazione dei rapporti di mercato e all’indirizzo dei comportamenti tanto degli operatori economici quanto delle stesse amministrazioni pubbliche nelle vesti di committenti. Considerato l’inevitabile intreccio tra tutela del lavoro, libertà di iniziativa economica, concorrenza e interesse pubblico – che ha, peraltro, reso inevitabile un costante confronto con la disciplina del diritto amministrativo – la presente ricerca indaga, in primo luogo, il fondamento giuridico e l’inquadramento, anche costituzionale, delle singole clausole. L’indagine si focalizza, successivamente, sulle principali questioni interpretative ed applicative connesse all’impiego delle clausole sociali nei contratti pubblici, anche alla luce delle recenti riforme del Codice dei contratti pubblici. Il lavoro si conclude, infine, con una riflessione critica sull’idoneità delle clausole ad operare come strumento di tutela lavoristica, assumendo come parametri di valutazione i criteri di giustizia, validità ed efficacia della tecnica normativa prescelta.
Social clauses represent the main instrument through which the legal system aims to protect certain interests within the framework of public contracts. This instrument, however, is not unique and homogeneous, but is expressed in a plurality of regulatory techniques, to which correspond multiple interests deemed legally relevant and worthy of protection (and promotion), each of which can be traced back to a different model (or a different "generation") of clause. In contrast to the heterogeneity of this instrument, there is, in any case, the common purpose of protecting labor within the framework of outsourcing processes, which is not limited to the direct protection of the employee, but also extends to the regulation of market relations and the guidance of the behavior of both economic operators and public administrations themselves in their capacity as contracting authorities. Given the inevitable intertwining of labor protection, freedom of economic initiative, competition, and public interest – which has, moreover, made a constant comparison with the discipline of administrative law unavoidable – this research investigates, in the first place, the legal basis and the framework, including the constitutional one, of the individual clauses. The investigation subsequently focuses on the main interpretative and applicative issues related to the use of social clauses in public contracts, also in light of the recent reforms of the Public Contracts Code. Finally, the work concludes with a critical reflection on the suitability of the clauses to operate as a labor protection instrument, assuming the criteria of justice, validity, and effectiveness of the chosen regulatory technique as evaluation parameters.
Le clausole sociali quali strumenti di tutela lavoristica nell’ambito dei contratti pubblici / Torella, Ilenia. - (2026).
Le clausole sociali quali strumenti di tutela lavoristica nell’ambito dei contratti pubblici
TORELLA, Ilenia
2026-01-01
Abstract
Le clausole sociali rappresentano il principale strumento attraverso cui l’ordinamento si prefigge di tutelare determinati interessi nell’ambito dei contratti pubblici. Tale mezzo, tuttavia, non è unico ed omogeneo, ma si declina in una pluralità di tecniche normative, a cui corrispondono plurimi interessi ritenuti giuridicamente rilevanti e meritevoli di protezione (e promozione), ciascuno dei quali è riconducibile a un diverso modello (o a una diversa “generazione”) di clausola. All’eterogeneità di tale strumento si contrappone, in ogni caso, la comune finalità di tutela del lavoro nell’ambito dei processi di esternalizzazione, la quale non si esaurisce nella (sola) diretta protezione del lavoratore subordinato, ma si estende anche alla regolazione dei rapporti di mercato e all’indirizzo dei comportamenti tanto degli operatori economici quanto delle stesse amministrazioni pubbliche nelle vesti di committenti. Considerato l’inevitabile intreccio tra tutela del lavoro, libertà di iniziativa economica, concorrenza e interesse pubblico – che ha, peraltro, reso inevitabile un costante confronto con la disciplina del diritto amministrativo – la presente ricerca indaga, in primo luogo, il fondamento giuridico e l’inquadramento, anche costituzionale, delle singole clausole. L’indagine si focalizza, successivamente, sulle principali questioni interpretative ed applicative connesse all’impiego delle clausole sociali nei contratti pubblici, anche alla luce delle recenti riforme del Codice dei contratti pubblici. Il lavoro si conclude, infine, con una riflessione critica sull’idoneità delle clausole ad operare come strumento di tutela lavoristica, assumendo come parametri di valutazione i criteri di giustizia, validità ed efficacia della tecnica normativa prescelta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

