La tesi si articola in quattro capitoli, secondo un percorso che combina ricostruzione storico-normativa, analisi sistematica e prospettiva comparata, al fine di indagare il principio di trasparenza nell’amministrazione italiana e nel settore dei contratti pubblici nell’attuale fase di trasformazione digitale. Il primo capitolo ricostruisce la progressiva emersione della trasparenza nei suoi rapporti con pubblicità e segretezza, evidenziandone il consolidarsi quale diritto, risultato e strumento, fino alla sua qualificazione come principio generale dell’ordinamento. L’analisi sistematizza le principali tappe normative italiane: dalla legge n. 241 del 1990, che ha introdotto l’accesso documentale, al d.lgs. n. 33 del 2013 e al d.lgs. n. 97 del 2016, che hanno ampliato l’istituto attraverso l’accesso civico e generalizzato. La ricostruzione si conclude con l’esame del d.lgs. n. 36 del 2023, il quale, mediante l’introduzione dei c.d. “super principi” di risultato, fiducia e accesso al mercato, incide in modo significativo sulla regolamentazione della trasparenza nel settore contrattuale. Il secondo capitolo approfondisce il nesso tra semplificazione, trasparenza e digitalizzazione, configurato come “nuovo tridente” concettuale su cui si fonda il Codice dei contratti pubblici del 2023. L’analisi si colloca nel contesto europeo che ha orientato gli Stati membri verso la transizione digitale, attraverso strumenti quali l’Agenda Digitale e, più recentemente, il PNRR. In tale quadro, la digitalizzazione è qualificata non come mero supporto tecnico, ma come principio fondante che permea l’intero ciclo di vita del contratto, incidendo sull’uniformità delle procedure e sull’efficienza amministrativa. La trasparenza trova consacrazione nell’art. 20 del Codice quale principio generale e trasversale, funzionale alla tutela dell’imparzialità e della concorrenza. Particolare attenzione è dedicata agli artt. 35 e 36, che ridefiniscono il diritto di accesso agli atti di gara: l’art. 35 introduce una pubblicità proattiva tramite piattaforma digitale, con oscuramenti automatici a tutela di dati sensibili e segreti tecnico-commerciali; l’art. 36 disciplina i profili procedimentali e processuali, prevedendo modalità telematiche, termini abbreviati e rito accelerato. L’assetto delineato evidenzia rilevanti tensioni, connesse al bilanciamento tra diritto di difesa e tutela della riservatezza, al rischio di automatismi che comprimano la valutazione caso per caso e alla necessità di verificarne la compatibilità con il diritto europeo, oggetto di scrutinio dinanzi alla Corte di Giustizia. Il capitolo conclude che il “tridente” rappresenta una svolta sistemica, pur non esente da criticità applicative e tensioni teoriche: la digitalizzazione costituisce terreno di bilanciamento complesso, nel quale trasparenza e accesso restano principi centrali ma non assoluti. Il terzo capitolo esamina il rapporto tra trasparenza e intelligenza artificiale nei contratti pubblici, con particolare riferimento all’art. 30 del d.lgs. n. 36 del 2023, che introduce l’uso di procedure automatizzate nelle gare pubbliche. L’indagine si apre con un inquadramento teorico del passaggio dal binomio diritto–tecnologia al rapporto diritto–intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rielaborare categorie regolative idonee a bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali, individuando nella trasparenza il presidio di intelligibilità e sindacabilità delle decisioni algoritmiche. L’analisi dell’art. 30 mette in luce la portata innovativa della norma: favor per l’automazione, principio di conoscibilità e comprensibilità delle decisioni, non esclusività dell’automazione, non discriminazione e obbligo di pubblicazione delle soluzioni tecnologiche adottate. Accanto a tali profili, vengono evidenziate criticità applicative concernenti il bilanciamento con la proprietà intellettuale, il rischio delle black box e la possibile deresponsabilizzazione dell’amministrazione. L’art. 30 emerge come disposizione di cerniera, orientata a valorizzare l’AI entro confini di legalità, trasparenza e controllo umano. Il quarto capitolo sviluppa l’analisi comparativa con l’ordinamento spagnolo, muovendo dall’art. 105 della Costituzione spagnola, che riconosce il diritto di accesso agli archivi e registri amministrativi nei limiti di sicurezza, difesa e riservatezza. Viene ricostruita l’evoluzione normativa dalla Ley 30/1992 alla Ley 19/2013 sulla trasparenza, che introduce obblighi di pubblicità attiva e rafforza il diritto di accesso quale strumento di controllo democratico. Le Leggi 39/2015 e 40/2015 consolidano la disciplina della administración electrónica e regolano l’actuación administrativa automatizada, garantendo la responsabilità dell’organo competente. Particolare rilievo è attribuito al settore dei contratti pubblici, nel quale trasparenza e digitalizzazione assumono una funzione centrale, in un contesto influenzato dall’ordinamento dell’Unione europea, dal GDPR all’AI Act. Nel suo complesso, la ricerca individua nella trasparenza un principio strutturale dell’azione amministrativa contemporanea, destinato a misurarsi con le trasformazioni digitali e algoritmiche, in un equilibrio costante tra efficienza, legalità e tutela dei diritti.

Il principio di trasparenza nell'Era digitale / Casali, Carolina. - (2026 Mar 27).

Il principio di trasparenza nell'Era digitale

CASALI, Carolina
2026-03-27

Abstract

La tesi si articola in quattro capitoli, secondo un percorso che combina ricostruzione storico-normativa, analisi sistematica e prospettiva comparata, al fine di indagare il principio di trasparenza nell’amministrazione italiana e nel settore dei contratti pubblici nell’attuale fase di trasformazione digitale. Il primo capitolo ricostruisce la progressiva emersione della trasparenza nei suoi rapporti con pubblicità e segretezza, evidenziandone il consolidarsi quale diritto, risultato e strumento, fino alla sua qualificazione come principio generale dell’ordinamento. L’analisi sistematizza le principali tappe normative italiane: dalla legge n. 241 del 1990, che ha introdotto l’accesso documentale, al d.lgs. n. 33 del 2013 e al d.lgs. n. 97 del 2016, che hanno ampliato l’istituto attraverso l’accesso civico e generalizzato. La ricostruzione si conclude con l’esame del d.lgs. n. 36 del 2023, il quale, mediante l’introduzione dei c.d. “super principi” di risultato, fiducia e accesso al mercato, incide in modo significativo sulla regolamentazione della trasparenza nel settore contrattuale. Il secondo capitolo approfondisce il nesso tra semplificazione, trasparenza e digitalizzazione, configurato come “nuovo tridente” concettuale su cui si fonda il Codice dei contratti pubblici del 2023. L’analisi si colloca nel contesto europeo che ha orientato gli Stati membri verso la transizione digitale, attraverso strumenti quali l’Agenda Digitale e, più recentemente, il PNRR. In tale quadro, la digitalizzazione è qualificata non come mero supporto tecnico, ma come principio fondante che permea l’intero ciclo di vita del contratto, incidendo sull’uniformità delle procedure e sull’efficienza amministrativa. La trasparenza trova consacrazione nell’art. 20 del Codice quale principio generale e trasversale, funzionale alla tutela dell’imparzialità e della concorrenza. Particolare attenzione è dedicata agli artt. 35 e 36, che ridefiniscono il diritto di accesso agli atti di gara: l’art. 35 introduce una pubblicità proattiva tramite piattaforma digitale, con oscuramenti automatici a tutela di dati sensibili e segreti tecnico-commerciali; l’art. 36 disciplina i profili procedimentali e processuali, prevedendo modalità telematiche, termini abbreviati e rito accelerato. L’assetto delineato evidenzia rilevanti tensioni, connesse al bilanciamento tra diritto di difesa e tutela della riservatezza, al rischio di automatismi che comprimano la valutazione caso per caso e alla necessità di verificarne la compatibilità con il diritto europeo, oggetto di scrutinio dinanzi alla Corte di Giustizia. Il capitolo conclude che il “tridente” rappresenta una svolta sistemica, pur non esente da criticità applicative e tensioni teoriche: la digitalizzazione costituisce terreno di bilanciamento complesso, nel quale trasparenza e accesso restano principi centrali ma non assoluti. Il terzo capitolo esamina il rapporto tra trasparenza e intelligenza artificiale nei contratti pubblici, con particolare riferimento all’art. 30 del d.lgs. n. 36 del 2023, che introduce l’uso di procedure automatizzate nelle gare pubbliche. L’indagine si apre con un inquadramento teorico del passaggio dal binomio diritto–tecnologia al rapporto diritto–intelligenza artificiale, evidenziando la necessità di rielaborare categorie regolative idonee a bilanciare innovazione e tutela dei diritti fondamentali, individuando nella trasparenza il presidio di intelligibilità e sindacabilità delle decisioni algoritmiche. L’analisi dell’art. 30 mette in luce la portata innovativa della norma: favor per l’automazione, principio di conoscibilità e comprensibilità delle decisioni, non esclusività dell’automazione, non discriminazione e obbligo di pubblicazione delle soluzioni tecnologiche adottate. Accanto a tali profili, vengono evidenziate criticità applicative concernenti il bilanciamento con la proprietà intellettuale, il rischio delle black box e la possibile deresponsabilizzazione dell’amministrazione. L’art. 30 emerge come disposizione di cerniera, orientata a valorizzare l’AI entro confini di legalità, trasparenza e controllo umano. Il quarto capitolo sviluppa l’analisi comparativa con l’ordinamento spagnolo, muovendo dall’art. 105 della Costituzione spagnola, che riconosce il diritto di accesso agli archivi e registri amministrativi nei limiti di sicurezza, difesa e riservatezza. Viene ricostruita l’evoluzione normativa dalla Ley 30/1992 alla Ley 19/2013 sulla trasparenza, che introduce obblighi di pubblicità attiva e rafforza il diritto di accesso quale strumento di controllo democratico. Le Leggi 39/2015 e 40/2015 consolidano la disciplina della administración electrónica e regolano l’actuación administrativa automatizada, garantendo la responsabilità dell’organo competente. Particolare rilievo è attribuito al settore dei contratti pubblici, nel quale trasparenza e digitalizzazione assumono una funzione centrale, in un contesto influenzato dall’ordinamento dell’Unione europea, dal GDPR all’AI Act. Nel suo complesso, la ricerca individua nella trasparenza un principio strutturale dell’azione amministrativa contemporanea, destinato a misurarsi con le trasformazioni digitali e algoritmiche, in un equilibrio costante tra efficienza, legalità e tutela dei diritti.
27-mar-2026
trasparenza, diritto di accesso, digitalizzazione, intelligenza artificiale, contratti pubblici, Italia-spagna, segreti tecnici-commerciali,Administración electrónica Ley 19/2013, Ley 9/2017 LCSP, Trasparenza nell’ordinamento spagnolo.
Il principio di trasparenza nell'Era digitale / Casali, Carolina. - (2026 Mar 27).
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