La Direttiva 2004/22/EC sugli Strumenti di Misura (Direttiva MID), pubblicata nel 2004 e definitivamente recepita in Italia agli inizi del 2007, rappresenta un epocale passo in avanti che l’Europa realizza nel settore della metrologia, secondo solo all’adozione del Sistema Internazionale delle Unità di Misura, SI, avvenuta nel 1969 (con recepimento in Italia solo nel 1982). Nello specifico, il nuovo approccio per la dichiarazione di conformità, (i.e. l’immissione sul mercato) impone infatti per le suddette 10 categorie di strumenti, requisiti essenziali definiti e legati alla tipologia della misura piuttosto che alle caratteristiche costruttive e tecnologiche degli strumenti. Questi ultimi infatti sono soggetti a continua evoluzione di componenti e principi, il che ha spesso determinato, specie negli ultimi anni, un progressivo e continuo potenziale disallineamento tra norme e tecnologie, specie quando i limiti imposti dalle regole metriche legali erano basati principalmente sulle caratteristiche costruttive e non sulle prestazioni metrologiche dello strumento. Lo scenario applicativo che potrebbe concretizzarsi nella metrologia legale italiana, fatti salvi i settori consolidati, quali quelli della metrologia della massa e dei volumi che possono con poco sforzo adeguarsi, è quello di un’occasione irripetibile per attuare uno sforzo sinergico di organizzazione e confronto tra le diverse anime della metrologia (scientifica, industriale e legale). Tutto questo deve essere garantito in uno scenario di profonda armonizzazione e di garanzia della riferibilità metrologica soprattutto per le contabilizzazioni dei consumi di acqua, gas, energia elettrica e calore (utility meters) dove sono in gioco numeri importanti sia in termini di contatori installati che di entità economica delle transazioni; ma questo vale ancor più per settori fino ad oggi mai ben regolati dalla metrologia legale quali tassametri ed analizzatori di gas di scarico.

Lo Scenario della Metrologia Legale dopo il recepimento della Direttiva MID sugli Strumenti di Misura

VIGO, Paolo
2007

Abstract

La Direttiva 2004/22/EC sugli Strumenti di Misura (Direttiva MID), pubblicata nel 2004 e definitivamente recepita in Italia agli inizi del 2007, rappresenta un epocale passo in avanti che l’Europa realizza nel settore della metrologia, secondo solo all’adozione del Sistema Internazionale delle Unità di Misura, SI, avvenuta nel 1969 (con recepimento in Italia solo nel 1982). Nello specifico, il nuovo approccio per la dichiarazione di conformità, (i.e. l’immissione sul mercato) impone infatti per le suddette 10 categorie di strumenti, requisiti essenziali definiti e legati alla tipologia della misura piuttosto che alle caratteristiche costruttive e tecnologiche degli strumenti. Questi ultimi infatti sono soggetti a continua evoluzione di componenti e principi, il che ha spesso determinato, specie negli ultimi anni, un progressivo e continuo potenziale disallineamento tra norme e tecnologie, specie quando i limiti imposti dalle regole metriche legali erano basati principalmente sulle caratteristiche costruttive e non sulle prestazioni metrologiche dello strumento. Lo scenario applicativo che potrebbe concretizzarsi nella metrologia legale italiana, fatti salvi i settori consolidati, quali quelli della metrologia della massa e dei volumi che possono con poco sforzo adeguarsi, è quello di un’occasione irripetibile per attuare uno sforzo sinergico di organizzazione e confronto tra le diverse anime della metrologia (scientifica, industriale e legale). Tutto questo deve essere garantito in uno scenario di profonda armonizzazione e di garanzia della riferibilità metrologica soprattutto per le contabilizzazioni dei consumi di acqua, gas, energia elettrica e calore (utility meters) dove sono in gioco numeri importanti sia in termini di contatori installati che di entità economica delle transazioni; ma questo vale ancor più per settori fino ad oggi mai ben regolati dalla metrologia legale quali tassametri ed analizzatori di gas di scarico.
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